Civita Castellana – Rapinò un supermercato armato di machete durante i carri di Carnevale, è stato prosciolto per totale vizio di mente all’epoca dei fatti ma dovrà restare ricoverato per altri due anni in Rems.
Carabinieri
È il trentenne che mise a segno un colpo presso un punto vendita di Sassacci domenica 19 febbraio 2023, durante il corso di gala di Carnevale di Civita Castellana, terrorizzando il personale col machete per costringendo a consegnargli i soldi della cassa per un modesto bottino attorno ai 400 euro. In fuga con la macchina del padre, fu ripreso dalle telecamere, finendo in manette il successivo 10 marzo quando fu arrestato dai carabinieri.
Ieri, prima della sentenza, in collegamento video con la Liguria, dove è ricoverato da un anno in una Rems, l’imputato ha rilasciato spontanee dichiarazioni, premettendo di avere avuto tempo di riflettere durante i 40 giorni trascorsi nel carcere di Mammagialla, i sei mesi in isolamento presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle e l’ultimo anno in Rems.
“Prima del Covid gestivo un allevamento di seimila capi ovini e sono stato il primo in Italia a ottenere la licenza per produrre il pecorino romano dop – ha detto – col Covid è piombato il buio e ora ho trovato la luce in fondo al buio. Non vedo l’ora di poter rivedere la mia compagna che non vedo da due anni, di sostenere i sei esami che mi mancano per la laurea bloccati per problemi di salute di un familiare. Non chiedo la libertà vigilata, ma se potessi avere i domiciliari potrei tornare a occuparmi dei miei animali”.
Secondo la perizia affidata dal tribunale allo psichiatra Gianfranco Perugi, sentito in aula lo scorso 16 luglio, grazie alla privazione da alcol e droga dovuto al ricovero in Rems “è tornato ad essere se stesso, anche se, visto il poco tempo trascorso, c’è il rischio che possa ricadere nelle dipendenze”, ritenendo necessaria “una misura alternativa al ricovero in Rems, per evitare ricadute”.
Sia la pm Paola Conti che il difensore Emanuela Barboni hanno chiesto l’assoluzione per non imputabilità del trentenne, che al momento dei fatti soffriva di problemi mentali dovuti per l’appunto all’abuso di alcol e stupefacenti.
Assoluzione accordata per totale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto dal collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, che ha disposto la misura del ricovero per altri due anni dell’imputato, confermando l’attuale misura della Rems.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
