Civita Castellana – (sil.co.) – Rapinò un supermercato armato di machete, trentenne a processo in diretta da una struttura psichiatrica. È il processo per rapina aggravata davanti al collegio, celebrato ieri in videocollegamento con la Rems di Genova dove è stato ricoverato sei mesi fa un trentenne a doppia diagnosi e in misura di custodia cautelare imputato del colpo messo a segno in un supermercato di Civita Castellana, armato di machete, il giorno del corso di gala del Carnevale 2023.
Carabinieri – foto di repertorio
Era domenica 19 febbraio 2023 quando, in pieno giorno, armato di machete, durante il primo corso di gala del carnevale di Civita Castellana, il trentenne avrebbe fatto irruzione in un supermercato di Sassacci, spaventando a morte il personale, costretto a consegnargli i soldi della cassa per un bottino attorno ai 400 euro.
Tradito dall’auto del padre utilizzata per mettere a segno il colpo, immortalata dalle telecamere della videosorveglianza all’arrivo e durante la fuga, il malvivente, un trentenne della zona, è stato arrestato dai carabinieri dopo neanche un mese, il successivo 10 marzo. In carcere è rimasto però solo un mese e mezzo.
Ad aprile, in seguito a una perizia, è stato infatti trasferito presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle a causa dei suoi problemi psichiatrici, in attesa che si liberasse un posto in una Rems. Il rapinatore è stato quindi trasferito presso una struttura specializzata in Liguria lo scorso 25 settembre, cinque mesi dopo il ricovero a Belcolle. Era il giorno prima dell’inizio del processo col giudizio immediato davanti al collegio del tribunale di Viterbo in cui è imputato di rapina aggravata.
Assente per via del trasferimento in Liguria, l’imputato fece sapere tramite l’avvocato Emanuela Barboni di voler essere presente, motivo per cui è stata organizzata per ieri una udienza in collegamento video con la Rems ligure, da dove ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni del tipo “non ero io”, “ho testimoni”, “il giubbotto l’ho comprato 3-4 giorni dopo” e simili. Ma in realtà non esisterebbe nemmeno una lista testi della difesa.
Il collegio, cui la legale Barboni ha chiesto l’abbreviato, prima di proseguire ha disposto che l’imputato venga nuovamente visitato da un perito per un aggiornamento sulle sue condizioni psichiatriche, la pericolosità sociale e la sua capacità di stare in giudizio. Un caso delicato.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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