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Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Era il 22 luglio quando sulle pagine social del nostro comune veniva data comunicazione dell’ordinanza di non potabilità dell’acqua emessa dal sindaco e seguito di superamento dei limiti di fluoruri in alcuni punti di monitoraggio.
E ricorderete pure le polemiche sulle comunicazioni tra Enti preposti e Comune in quanto dopo una prima revoca il Sindaco ha dovuto emettere un’ulteriore ordinanza a poche ore dalla revoca stavolta per il superamento dei limiti di arsenico.
Eppure ad oggi, a circa un mese e mezzo di distanza, i nostri concittadini sono ancora privati di un bene essenziale come l’acqua, che fra le altre cose, pagano a caro prezzo.
Una domanda, che più volte anche in passato ci siamo dovuti porre, credo sia d’obbligo. Ma quale sono le ragioni per cui, nonostante i milioni di euro che la Talete (o meglio i cittadini con addebito in bolletta) spende ogni anno per abbattere i livelli di arsenico e fluoruri questi periodicamente vengono sforati? Ma se l’appalto di questo servizio prevede tempistiche ben precise per la sostituzione dell’idrossido di ferro e dell’allumina (più comunemente la manutenzione dei filtri) non sarà che tali tempistiche non vengono rispettate?
Chiediamo pertanto all’amministrazione comunale, ed in particolare al sindaco ed all’assessore con la delega alle Partecipate di portare ufficialmente e formalmente, a conoscenza dei concittadini le risposte ai suddetti interrogativi.
Valerio Biondi
Consigliere comunale M5S Civita Castellana
Yuri Cavalieri e Maurizio Romani
Consiglieri comunali PRC Civita Castellana
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