Soriano nel Cimino – Luglio e agosto senz’acqua, azione legale dal sindaco di Soriano nel Cimino Roberto Camilli contro Talete per danno d’immagine e danni materiali.
A spiegarlo, è stato lo stesso primo cittadino, nella conferenza dei sindaci della società idrica, lo scorso giovedì 29 agosto.
“In qualità di sindaco del comune di Soriano nel Cimino – ha spiegato in assemblea Camilli – sono costretto a esprimere il mio più profondo disappunto per la grave situazione venutasi a creare nei mesi di giugno, luglio e agosto a causa del disservizio nell’erogazione di acqua potabile. La situazione ha causato inaccettabili disagi ai cittadini, rendendo necessaria questa mia protesta formale”
Un’esposizione dettagliata, con i principali motivi del reclamo, cominciando dalla mancanza assoluta di acqua in numerose utenze.
“Numerose utenze – sostiene il sindaco di Soriano nel Cimino – sono rimaste prive di acqua per più di 30 giorni consecutivi, mentre altre hanno ricevuto acqua solo per pochissime ore al giorno, spesso concentrate durante le ore notturne. Questo ha compromesso la qualità della vita e ha creato enormi problemi igienico-sanitari, che non sono in alcun modo giustificabili”.
Quindi, la carenza nella pianificazione degli interventi.
“Sono tre anni consecutivi, su richiesta della società Talete, che il sottoscritto emette ordinanze sindacali per uso razionato dell’acqua potabile servita dalla rete idrica di distribuzione comunale, per far fronte nel periodo estivo alla carenza della stessa, nonostante le ripetute richieste di realizzare nuovi pozzi per prevenire tale situazione. Finalmente nel mese dì luglio sono stati avviati i lavori (e conclusi in parte), peccato che sono avvenuti nel pieno della crisi idrica, palesemente in ritardo rispetto alle necessità della comunità.
Poi la segnalazione di Camilli sulla mancanza di autobotti d’acqua potabile nelle zone colpite.
“Nonostante le reiterate richieste formali e un’ordinanza contingibile e urgente, Talete non ha messo a disposizione nessuna autobotte di acqua potabile nelle aree colpite dalla crisi. Solo grazie all’intervento della protezione civile di Soriano nel Cimino e dell’azienda speciale comunale sono state distribuite botti alimentari di acqua potabile direttamente alle famiglie colpite, mentre l’amministrazione comunale, da me guidata, ha reso disponibili gratuitamente le casette “AcquaSì”, site nei quartieri non interessati dalla carenza di acqua potabile. Il tutto sicuramente non ha risolto il grave problema ma comunque ha garantito un minimo di sostegno ai cittadini. Questa mancanza da parte della società è inaccettabile.
Altro problema sottolineato da Camilli, i ritardi negli interventi di riparazione delle condotte idriche.
“Gli interventi di riparazione delle condotte idriche vengono effettuati trascorsi diversi giorni dalla segnalazione, causando ulteriori perdite massicce di acqua che va ad aggravare una situazione già al collasso. Per rendere meglio l’idea il sottoscritto, la scorsa settimana, insieme ad alcuni operai comunali e ad un idraulico, è stato costretto ad addentrarmi in un bosco alla ricerca di un probabile guasto alla condotta che serve tutta la zona di Sant’Angelo, priva completamente di acqua da una settimana. Il guasto è stato accertato e riparato temporaneamente con l’ausilio dell’unico operaio Talete presente in zona. Questo episodio testimonia l’inadeguatezza della gestione da parte della società.
Poi, quella che è ritenuta essere la pessima gestione dei lavori per la realizzazione dei nuovi pozzi.
“Gli uffici comunali sono venuti a conoscenza dell’inizio dei lavori per pura casualità e senza le necessarie autorizzazioni da parte della giunta comunale per l’uso del terreno comunale destinato alla realizzazione dei pozzi. Per non incorrere in spiacevoli inconvenienti sono stato costretto a convocare la giunta comunale con estrema urgenza nella stessa giornata per deliberare l’uso del terreno. Il fatto in sé può sembrare di poca rilevanza, ma se fosse accaduto nel frattempo un incidente all’interno del terreno le conseguenze per entrambe le parti interessate sarebbero state sicuramente gravi ed irreparabili”.
Inoltre, l’assenza di comunicazione nei confronti della cittadinanza.
“L’assenza totale di comunicazione da parte di Talete verso la cittadinanza, riguardo alle cause della carenza d’acqua e alle modalità e tempi di intervento, ha alimentato ulteriore malcontento tra i cittadini coinvolti, ai quali le uniche informazioni ricevute sono arrivate tramite i comunicati emanati dal sottoscritto attraverso i canali istituzionali del comune. Inoltre devo sottolineare con disappunto e dispiacere che nonostante le lettere e l’ordinanza inviate a Salvatore Genova, da parte dello stesso non ho ricevuto alcun riscontro ne scritto ne tantomeno telefonico cosa quest’ultima doverosa verso un sindaco. L’unica telefonata ricevuta e che mi ha permesso di confrontarmi sulla gravissima situazione in corso è stata quella del capo del gabinetto del prefetto di Viterbo. Il capo del gabinetto in persona si preoccupa di telefonare ad un sindaco mentre l’amministratore unico della società Talete, assolutamente no, nonostante io sia un sindaco di un comune proprietario in quote di Talete”.
Motivazioni che hanno portato il sindaco Camilli a una decisione. Un’azione contro Talete e la richiesta di dimissione di Genova. “Per tutto quanto sopra esposto, e tengo a precisare che le parole non esprimono a pieno il grande disagio che il popolo sorianese ha dovuto affrontare, ritengo doveroso chiedere le sue dimissioni immediate dal ruolo d’amministratore unico di Talete. La gestione della crisi idrica ha dimostrato una mancanza di professionalità e di competenza che non può essere tollerata.
Infine, informo che il comune di Soriano nel Cimino sta attivando tutte le procedure necessarie per promuovere un’azione legale nei confronti della società Talete e dei suoi vertici, per i danni materiali subiti dagli utenti e per il danno d’immagine arrecato all’amministrazione comunale.
C’è spazio anche per alcuni ringraziamenti: “Ai signori Cesare Mazzetti e Lucio Mocci, rispettivamente operaio e geometra di Talete, che hanno lavorato instancabilmente, con quei pochi mezzi a disposizione per mitigare i gravi problemi causati dalla cattiva gestione della crisi idrica. Senza la loro dedizione e conoscenza capillare della rete idrica, la situazione sarebbe stata ancora più catastrofica per la nostra comunità”.
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