Viterbo – (sil.co.) – Vietato annaffiare giardini e orti nonché riempire piscine. Nel giorno del divieto per mezza città di consumare acqua per uso potabile a causa dei livelli oltre norma di arsenico rilevati dall’Arpa e certificati dalla Asl, una seconda ordinanza sindacale vieta ai viterbesi anche l’utilizzo per scopi “impropri” di acqua potabile.
Irrigazione (immagine di repertorio)
In particolare è vietato l’utilizzo dell’acqua potabile per usi diversi da quello stabilito nel relativo contratto di fornitura; per irrigazione o simili di orti e giardini, prati e campi sportivi privati; per riempimento di ogni tipo di piscina mobile o da giardino; per lavaggio automobili/cicli/motocicli; per qualunque uso ludico o che non sia quello del servizio personale; per altri usi impropri e comunque diversi dalle normali necessità domestiche ed igieniche, nonché delle attività regolarmente autorizzate necessitanti l’uso dell’acqua potabile.
I trasgressori, per la cronaca, saranno sanzionati mediante pagamento di una somma dalla cifra minima edittale di 25 euro al massimo edittale di 500 euro.
– Troppo arsenico nell’acqua, consumo alimentare vietato dal centro alla periferia
Nel giorno del divieto per mezza città di consumare acqua per uso potabile a causa dei livelli oltre norma di arsenico rilevati dall’Arpa e certificati dalla Asl, il sindaco Chiara Frontini – con apposita ordinanza pubblicata sull’albo pretorio e valida fino al 30 settembre – “richiama la cittadinanza al rispetto della risorsa e a evitare gli usi impropri dell’acqua, quali annaffiare giardini e orti o riempire piscine”, spiegando che i prelievi di acqua dalla rete idrica di distribuzione comunale sono “consentiti esclusivamente per i normali, ammessi, usi domestici e sanitari, ovvero, per tutte le attività regolarmente autorizzate che necessitino dell’uso di acqua potabile ivi compresi i servizi pubblici di igiene urbana, di decoro urbano e cimiteriali e di manutenzione del verde pubblico”.
Il sindaco avverte inoltre che “nei casi di accertati eccessivi consumi di acqua potabile per usi domestici il comune si riserva di procedere alla rescissione del contratto di erogazione dell’acqua”, ricordando che gli agenti ed ufficiali della polizia locale e della forza pubblica, i funzionari dell’ufficio tecnico nonché il personale della società Talete Spa quale gestore del servizio idrico integrato eserciteranno, a tal fine, rigorosi e costanti controlli.
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