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Lettere - Interviene l'ducatore ambientale, attivista, dirigente e operatore di associazioni per la tutela del territorio Umberto Cinalli

“Accorpamento Monte Rufeno e Selva del Lamone, sarebbe opportuno un confronto ampio e partecipato”

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Umberto Cinalli

Umberto Cinalli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quello che accade in questi giorni in Regione e nei territori dell’Alta Tuscia è emblematico di come la gestione delle risorse naturali e del territorio possa essere ostaggio di contrapposte visioni strumentali e riduttive.

Il 24 settembre l’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini, ha depositato un emendamento alla P.L. 170/2024 (Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2024-2026) che punta a creare un nuovo ente di gestione denominato “Sistema di Gestione Alta Tuscia Natura” che prevede l’accorpamento delle gestioni della Riserva Naturale di Monte Rufeno e della Riserva Naturale Selva del Lamone ricomprendendo anche le aree naturali protette, i monumenti maturali e i siti della Rete Natura 2000 ricadenti nei comuni di Latera (la Caldera), Valentano e Ischia di Castro.

Il fatto che la questione sia stata sollevata a seguito di un emendamento al documento finanziario è indicativo di un approccio limitato – volendo evitare letture di misera occupazione di spazi politici – alla mera valutazione economica del tema, che non risolve i problemi ma ne crea innumerevoli altri. Decenni di valutazioni e progressi sui processi partecipati vengono spazzati via e si ritorna alla programmazione finalizzata a fare cassa senza discernimento.

Peraltro l’ipotesi di una ridefinizione della visione dello sviluppo territoriale attraverso una riqualificazione delle politiche di tutela e valorizzazione delle risorse ambientali è una occasione da troppi anni rinviata o – peggio – nemmeno considerata dagli enti locali. Gli stessi che oggi protestano contro il provvedimento delle giunta Regionale.

L’immobilismo e la mancanza di coraggio – anche in questo caso spesso per una gestione autocratica delle (poche) risorse – pone le comunità e gli enti locali in una posizione sostanzialmente “colpevole” e si espongono ad una critica che pure la maggioranza in Regione non avvia, non promuove pur in presenza di presupposti. Verosimilmente perché il valore della partecipazione non è molto apprezzato in alcuni settori della pubblica amministrazione.

In altre parole sarebbe opportuno un confronto ampio e partecipato per capire quali ipotesi avviare per uno nuovo modello di sviluppo del territorio, a partire anche dall’ampliamento e accorpamento delle aree protette di Monte Rufeno e del Lamone, magari in una ottica interregionale.

Con nuovi modelli di tutela e di promozione quindi nuovi strumenti finanziari. Per ottimizzare le risorse e rilanciare il protagonismo delle comunità locali, troppo assuefatte e indifferenti nel passato come nel presente.

Ci sono temi (come quello dei cambiamenti climatici e dei nuovi modelli produttivi, che si interfacciano con le vocazioni del territorio sempre più oggetto di investimenti nel settore dell’energia rinnovabile, non sempre plausibili) che devono essere approfonditi e utilizzati come occasione di crescita e non subiti passivamente o usati strumentalmente per conservare piccole posizione di rendita localista.

Purtroppo il dibattito attuale è ben lontano dal prendere in considerazione questi aspetti e i contendenti sono troppo impegnati a difendere posizioni precostituite e rigide. Anche se – a onor del vero – mentre alcuni soggetti del territorio provano a chiedere l’apertura di un nuovo confronto (… posizione importante nonostante il dubbio che questa richiesta abbia uno scopo tattico più che rispondere ad una visione prospettica reale), dalla Regione – liti interne a parte – oppongono un rifiuto immotivato e autoritario, che dimostra ancora e in misura ulteriore come questo provvedimento – nel modo e nei tempi in cui è stato presentato – sia pretestuoso, pericoloso e controproducente.

Umberto Cinalli
Educatore ambientale, attivista, dirigente e operatore di associazioni per la tutela del territorio


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19 ottobre, 2024

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