Viterbo – Addio alla soprintendenza a Viterbo, un duro colpo per il futuro culturale della città.
Nonostante le promesse del 2019 del ministro Dario Franceschini, la città di Viterbo non sarà sede della Soprintendenza dell’Etruria Meridionale. Il decreto della presidenza del consiglio n. 57 del 15 marzo 2024, punta alla riorganizzazione del ministero della Cultura per maggiore efficienza, ma lascia la città senza un ente che avrebbe valorizzato il suo ruolo culturale.
In un inatteso sviluppo che rappresenta un ostacolo alle ambizioni culturali di Viterbo, il decreto n. 57 del 15 marzo 2024, firmato durante il mandato dell’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, ha escluso la città come sede della Soprintendenza dell’Etruria Meridionale. Questo riassetto ministeriale, volto a garantire una “maggiore efficienza dell’azione amministrativa”, ha lasciato fuori Viterbo dal progetto, nonostante l’annuncio dell’allora ministro Dario Franceschini, che nel 2019 aveva assicurato l’istituzione della Soprintendenza di Viterbo, Rieti e dell’Etruria Meridionale.
Secondo quanto riportato nel decreto: “Per quanto riguarda le Soprintendenze archeologia, belle arti e paesaggio, il cui numero resta inalterato, sono previsti minimi interventi di adeguamento degli uffici, operando interventi di razionalizzazione volti ad omogeneizzare l’assetto senza tuttavia perdere di vista la relazione con le specificità del contesto di riferimento.” Nonostante l’intento dichiarato di preservare il legame con le caratteristiche locali, Viterbo non trova spazio in questo nuovo assetto.
Il decreto ha invece previsto nuove soprintendenze in altre aree, come la Soprintendenza di Como, Lecco, Sondrio e Varese con sede a Como, e quella di Monza Brianza e Pavia con sede a Pavia. Inoltre, è stata istituita una nuova Soprintendenza per i territori di Modena, Reggio Emilia e Ferrara in Emilia-Romagna, mentre la provincia di Pistoia passerà sotto la Soprintendenza di Lucca e Massa-Carrara. Queste modifiche mostrano come l’intervento ministeriale abbia portato ad una redistribuzione territoriale significativa, ma senza includere la città di Viterbo nei piani di rafforzamento amministrativo e culturale.
L’inclusione della Soprintendenza a Viterbo, avrebbe potuto rappresentare un vantaggio strategico per la città, rafforzandone la candidatura a capitale della cultura.
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