Viterbo – “Probabilmente aveva solo abbaiato a quegli sconosciuti che si erano introdotti in casa sua, ma questi non hanno avuto pietà e lo hanno preso a botte e calci fino a lasciarlo senza vita”. A esprimere solidarietà alla famiglia che si è vista derubare in casa e uccidere il proprio cagnolino, è la sezione di Viterbo e provincia dell’Enpa che sporge denuncia, “chiedendo a chiunque abbia informazioni utili di contattare gli inquirenti”.
I fatti risalgono allo scorso 29 ottobre. I malviventi, ricostruiscono dall’associazione “non si sono limitati a svaligiare la casa, ma hanno deciso di accanirsi contro i cani che evidentemente li hanno colti sul fatto. Ecco quindi che la famiglia tornando a casa, non solo ha trovato tutto sottosopra, ma anche il loro compagno a 4 zampe senza vita. Probabilmente questa povera creatura ha abbaiato per difendere la propria abitazione da quegli estranei e loro lo hanno preso a calci e botte fino a ucciderlo pur di zittirlo ed evitare di essere disturbati”.
“Una ferocia che non ha nessun senso e che la famiglia ha subito denunciato ai carabinieri insieme al furto – sottolinea l’Enpa, che si unisce alla denuncia, “confidando che le forze dell’ordine facciano tutto il possibile per risalire agli autori del furto e di questo brutale assassinio”.
La sezione Enpa di Viterbo, ricordano “è a disposizione per collaborare nell’eventualità si dovesse arrivare a un processo tramite i nostri legali con cui Enpa viterbo ha protocolli d’intesa. Avrebbero potuto allontanare quel povero cane , chiuderlo in una stanza o in un bagno. E invece no, hanno scelto deliberatamente di fargli del male, di accanirsi su di lui con una crudeltà che non è accettabile né giustificabile in alcun modo; non si tratta di ladri ma di mostri. Persone che devono essere assicurate alla giustizia e pagare col carcere per quello che hanno fatto, perché sono pericolose per tutti. È necessario e urgente che venga approvata la proposta di legge avanzata dall’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e che è attualmente in discussione in parlamento, affinché la pena prevista per l’uccisione di un animale passi da un massimo di 2 anni a un massimo di 6 di reclusione. Questo garantirebbe che chi si macchia di questi orrendi crimini vada finalmente in prigione” concludono dalla sezione.
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