Viterbo – “Rimpasto stile vecchia politica, Notaristefano si dimetta”. È bufera in consiglio comunale nel giorno del debutto per la nuova giunta Frontini.
L’opposizione attacca e pure in maggioranza, oltre le apparenze, il clima pare tutt’altro che sereno. La sindaca Frontini si fa scivolare via le bordate della minoranza, esercizio che a non tutti riesce fra i suoi.
Viterbo – Consiglio comunale – Martinengo e Giliberto in giunta
Fuori piove, ma sotto la sua amministrazione è sempre sereno: “I cambi sono stati fisiologici – sostiene Frontini – in un clima sereno e condiviso”. Beato chi ci crede. Non Alvaro Ricci (Pd). “Un rimpasto che sa di vecchia politica – tuona Ricci – motivato dalla sindaca per dare nuovo impulso. Ma ha riguardato deleghe come Verde pubblico e Igiene urbana, finora detenute da lei. Quindi è la prima critica che fa a se stessa.
Per non parlare del Patrimonio, tolto all’assessora Angiani. Ragione dell’uscita dalla maggioranza di due consiglieri, Bruzziches e Chiatti”.
Nodo centrale è Patrizia Notaristefano. Fino a ieri assessora ai Servizi Sociali. “Esautorata – continua Ricci – sostanzialmente sfiduciata, ma la sindaca non ha avuto il coraggio di prendere altri provvedimenti”. Ovvero, toglierla dalla squadra.
“È stata la più votata e così le è stato assegnato un assessorato che non si sa bene cosa sia. Deleghe residuali cedute da altri assessori. Senza portafoglio, se non il suo, per l’indennità di 60mila euro l’anno. Ma non è la somma che importa, semmai quello per cui la percepisce. Comunque ognuno ha la dignità per capire cosa fare”.
Una sfilza di deleghe leggerine, con Frontini che si è tenuta lo Sviluppo economico, decisamente più di peso. “Poteva assegnarla, oppure darla a Katia Scardozzi, altra assessora che si dà da fare, ma che poco incide sulla qualità dell’amministrazione”.
E se a Notaristefano i Servizi sociali sono stati tolti, per altri quell’assessorato ha rappresentato un trampolino di lancio. Sabatini in regione e Sberna in Europa, per citare gli ultimi due. Ma c’è stata anche Alessandra Troncarelli, del suo stesso partito. Qualcuno gli ricorda pure il deputato FdI Maruro Rotelli.
“Ma io – ribatte Ricci – mi fermo agli ultimi 13 anni d’amministrazione come fa la sindaca, non ricordando quello che c’è prima, i 10 milioni di buco Cev, Colleverde. Li ha saltati, per non parlare dei derivati”. Ogni riferimento a chi all’epoca era sindaco e oggi sostiene Frontini non è del tutto casuale.
Andrea Micci (Lega) non ha apprezzato il racconto della sindaca sul rimpasto. “Dire che chi se n’è andato ha lavorato bene è più forma che sostanza. Da una coalizione civica mi sarei aspettato, invece, più sostanza e coraggio per dire chiaramente come stanno le cose.
Se l’assessora ai Servizi sociali ha lavorato bene, perché revocarla? Questa è una bocciatura palese”.
Una sindaca prigioniera delle sue liste elettorali, è il pensiero di Matteo Achilli (FdI): “Deve stare attenta a come fa i rimpasti, altrimenti rischia di ritrovarsi in consiglio, primi dei non eletti che si sono candidati con lei, ma che ora le si oppongono”. Per Notaristefano un suggerimento: “Si dimetta”.
A Luisa Ciambella (Per il bene comune), pare un cambio in peggio, attuato da una sindaca: “Che ha fatto la sua fortuna denigrando chi c’era prima, ma poi si è accorta che amministrare è un’altra cosa”.
Critiche che non scalfiscono Frontini: “Levata di scudi inusitata”, è la replica. Forse non ricordando i suoi interventi, quando all’opposizione c’era lei e a governare la città, altri, da Michelini ad Arena.
“Dopo un periodo discreto di tempo – spiega la sindaca – ci siamo seduti per vedere come vanno le cose e capire quello che va e quello che va meno. Una cosa fisiologica, serena e condivisa”.
Chiama per nome gli assessori che non ci sono più, Sgarbi e Franco: “Silvio e Vittorio continueranno a lavorare per noi”. Qualcuno li informi.
E poi la difesa a spada tratta per Notaristefano, che però ha esautorato dalla pesante delega ai Servizi sociali. Per prendere, fra le tante, quella all’Agricoltura. “Nella nostra visione l’agricoltura e il sistema cibo sono funzionali alla visione di città. La film commission è importante, l’università pure. Niente di più falso quello che ho sentito”.
Poi si rammarica per il consigliere Marco Nunzi (Viterbo 2020), la aiuterà nello Sviluppo economico, rimanendo consigliere. Il rammarico è per l’appellativo che gli è stato dato, di quasi assessore: “Un termine quasi dileggiatorio, invece è un esempio di come si possa fare anche con altre competenze”. Oppure perché in giunta non poteva entrare, altrimenti al suo posto sarebbe arrivato un consigliere “cattivo”, Paolo Cappelli e vuoi vedere che pure per Notaristefano vale la stessa considerazione politicamente civica?
Rispedisce al mittente l’accusa di vecchia politica: “La politica la stiamo cambiando”. La sala del consiglio rumoreggia. Forse per domandarsi se il cambio sia in meglio o in peggio.
Ricorda il numero di rimpasti che altre amministrazioni arrivate a due anni e mezzo hanno fatto. Anche 5. Ma non ricorda che lei era li a criticare e protestare. Glielo ricorda Ricci.
In sintesi. “Il peggior intervento che finora si sia sentito – sentenzia Alvaro Ricci (Pd) – non fa altro che stimolare l’opposizione. Contenta lei…”. Contenti tutti.
Di sicuro contenta l’opposizione, che ieri, mettendo in evidenza mancanze e ritardi, è riuscita a rinviare un punto, quello sul regolamento per la protezione civile, che la maggioranza avrebbe approvato in fretta e furia, avendo saltato diversi adempimenti. Sarà perché stanno cambiando la politica.
Giuseppe Ferlicca
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