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Viterbo - Consiglio provinciale - Tutti contro le indicazioni del comitato tecnico - Il presidente Romoli: "La Tuscia ha già dato anche lo scorso anno" - Seduta sospesa e voto rinviato alla prossima settimana

Scuola del Carmine a rischio accorpamento, via direzione e segreteria

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Viterbo – Scuola al Carmine e quella a Grotte di Castro a rischio dimensionamento. Ci risiamo.

Ogni anno la Tuscia è chiamata a pagare pegno, ogni volta con uno o più istituti che non raggiungendo un determinato numero di studenti deve unirsi ad altri, più prosperi. Si fa per dire.


Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


Nessuna chiusura, ma dirigenza e segreteria unica. Accorpate. Il che vuol dire disagi per le famiglie.

Oggi in consiglio provinciale c’era il documento del comitato tecnico per il piano provinciale di riorganizzazione della rete scolastica, con la provincia pronta a rispedire al mittente i tagli contenuti all’interno.

“Contrarietà assoluta – ha sottolineato il presidente Alessandro Romoli – nel Lazio si prevede la riduzione di 23 istituti, stando alle linee guida. La nostra provincia ha già dovuto sopprimere servizi in passato, anche in zone svantaggiate e pure lo scorso anno è stato fatto l’ennesimo sacrificio con la soppressione a Caprarola”.

Qualcosa nei criteri adottati non funziona. “Non si può non tenere conto – sottolinea Romoli – dei 3 milioni e mezzo di abitanti solo in città a Roma. Con scuole anche nella stessa via e di sicuro nello stesso quartiere. Un dimensionamento lì non arreca danni”.

Per la prima volta, non è indicato nelle linee guida il criterio numerico, che comunque da seicento studenti è salito a quasi mille.

“Se applicato, significherebbe che su un totale di 40 presidenze ne vanno dimensionate circa 21 in altrettanti istituti superiori della provincia. Sarebbe un disagio enorme”.

Altro andrebbe valutato nella scelta. “Le difficoltà di collegamento che in alcune realtà come Grotte esistono per arrivare ad altri istituti, o la presenza di ragazzi con difficoltà”.

Umberto Di Fusco, consigliere comunale di Viterbo oltre che provinciale difende il “proprio” istituto, ma per difendere come principio qualsiasi altra scuola in questa situazione. “L’amministrazione comunale ha deciso d’investire nel quartiere, che è particolare – ricorda Di Fusco – 4 milioni di euro in questa struttura e in altre vicine. Investiamo nella scuola per migliorare il quartiere, per dare una spinta al quartiere.

Efficientamento, ascensore per disabili, la volontà di portarci due sezioni della scuola media, non previste.

Vicino abbiamo voluto nuovi parcheggi e c’è il recupero della case minime, stiamo pensando di aprire uno studentato. Oltretutto, fra le linee guida è indicato di evitare tagli dove esistono investimenti Pnrr”.

Per Maurizio Palozzi (Pd) siamo alle solite. “È importante che tutti – sottolinea Palozzi – si esprimano in modo unitario dicendo no, il territorio va difeso, anche a costo d’impugnare il provvedimento se dovesse comunque andare avanti”. Una seduta di consiglio lunga, contraddistinta da lunghe soste, di mediazione, per arrivare a un voto comune. Che non c’è stato.

Dopo l’ultima sosta per valutare il documento, il presidente Romoli ha proposto per mercoledì la convocazione della commissione e di riprendere i lavori venerdì della prossima settimana. Le scuole non hanno colore politico, ma i consiglieri provinciali sì.

Giuseppe Ferlicca


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31 ottobre, 2024

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