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Politica - Il presidente della commissione Ambiente della camera, Mauro Rotelli: "La città deve avere il miglior palcoscenico possibile, al centro della politica nazionale"

“Il Festival Economia della cultura è un grande riconoscimento per Viterbo e per la Tuscia”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il Festival Economia della cultura è un grande riconoscimento per Viterbo e per la Tuscia”. Il presidente della commissione Ambiente della camera dei deputati Mauro Rotelli.

Festival Economia della cultura, un festival nazionale. A Viterbo, dall’11 al 13 ottobre, per proseguire, poi, il 18 e il 19 ottobre a Zagarolo. Un’iniziativa promossa dalla regione Lazio e realizzata da Lazio Innova, con il patrocinio del ministero della Cultura, dei comuni di Viterbo e Zagarolo e dell’università degli studi della Tuscia, con la media partnership di Rai e del Sole 24 Ore. Il festival è stato presentato ieri pomeriggio a Roma nella sala Spadolini in via del Collegio Romano.

“Il festival punta poi – dice Rotelli – a fare in modo che la città e il territorio abbiano il miglior palcoscenico possibile, al centro della politica nazionale”.


Mauro Rotelli

Mauro Rotelli


Una delle prime uscite del nuovo ministro della cultura, Alessandro Giuli, sarà proprio a Viterbo in occasione del Festival Economia della cultura. Cosa significa per la città e per il territorio della Tuscia.
“Innanzitutto una cosa. Nel momento in cui io, Antonella Sberna al parlamento europeo, Daniele Sabatini e Giulio Zelli abbiamo assunto i rispettivi ruoli istituzionali abbiamo fin da subito lavorato e continueremo a lavorare per portare Viterbo al centro dell’attenzione nazionale, regionale ed europea. Quindi ogni volta che c’è un’occasione, oppure ne creiamo una noi, la città possa avere il miglior palcoscenico possibile, al centro della politica nazionale. La presenza di ministri o di attori del governo nazionale è quindi costante, non solo in campagna elettorale ma anche per tutta la durata dei rispettivi mandati di governo, e su tutti i fronti. Affinché la politica possa aver chiara la situazione viterbese per poter poi fare delle scelte il più possibile in rapporto e in risposta alla stessa. La presenza di Giuli è molto importante ed è una delle prime uscite ufficiali del ministro. All’interno di un programma di assoluto livello. Programma per cui ringrazio la regione, il presidente Francesco Rocca, la vice presidente Roberta Angelilli e gli eletti della provincia di Viterbo, in maniera particolare Daniele Sabatini che è riuscito a inserire Viterbo in questo importante evento messo poi a terra da Lazio Innova“.

Un riconoscimento, quindi, per Viterbo e la Tuscia.
“Esatto. Il Festival è un grande riconoscimento per Viterbo e la Tuscia. Un territorio, a partire appunto dal suo capoluogo, che ha tutte le caratteristiche per essere una piazza nella quale si ragiona delle tematiche del festival. Una città e un territorio a cui non manca niente per essere protagonista”.

Una città cui mancano eventi nazionali, fatta eccezione per alcuni…
“Gli eventi nazionali sono un’occasione fondamentale. Ho seguito la conferenza stampa di presentazione del festival Economia della cultura fatta a Roma. E i dati dicono che il sistema culturale in Italia rappresenta tante opportunità economiche e lavorative vere. Nel Lazio, ad esempio, ci sono più di 200 mila persone che fanno parte del sistema culturale. Persone che rappresentano il 13% di tutto il complesso culturale italiano e quasi l’8% dei posti di lavoro nella regione Lazio. Dati che ci fanno capire quanto si possa rafforzare quello che esiste a livello locale. E se a Viterbo una certa desertificazione c’è stata, nel più ampio contesto della Tuscia un bel po’ di effervescenza c’è. Ad esempio il Civita festival a Civita Castellana o le attività culturali a Bagnoregio e Tarquinia. E cito solo alcune delle esperienze”.

Un appuntamento, quello con il ministro dell’11 ottobre, che vedrà Giuli intervistato dal vice direttore del Sole 24. Per certi aspetti politica e professionisti della cultura e dell’economia a confronto.
“Un’intervista che vuole dare l’idea di quanto il connubio tra imprese, imprenditori e professionisti della cultura possa funzionare. E possa funzionare soprattutto a Viterbo e nella Tuscia dove ci sono le giuste dimensioni per poterlo sviluppare”.


Presentazione Festival economia della cultura - Angelilli e Giuli

Presentazione Festival economia della cultura – Roberta Angelilli e Alessandro Giuli


Quali sono le novità del festival?
“Innanzitutto nella tre giorni del festival ci sarà l’opportunità di ascoltare e confrontarsi con personalità di levatura nazionale e internazionale. Poi penso che possa essere importante che una parte delle riflessioni che verranno fatte possano rimanere sul territorio. Partendo dallo stato dell’economia della cultura fatta dall’università della Tuscia per poi cercare di capire come tutti gli altri soggetti che verranno possano contribuire a fare in modo che il festival diventi un appuntamento stabile per il territorio”.

Ci può fare un esempio di come far restare novità ed esperienze del festival sul territorio?
“Il festival punta a creare da un lato una rete tra le istituzioni del territorio, dall’altro a fare in modo che questa rete sia capace di intercettare novità ed esperienze a livello nazionale e internazionale con cui interagire da lì in avanti. Un esempio. Domenica 13 ottobre c’è l’appuntamento con l’amministratore delegato di Cinecittà. Viterbo ha una storia importante di presenze cinematografiche. Stabilire un rapporto con l’amministratore delegato di Cinecittà può essere un’occasione per sviluppare idee e progettualità. Ed è soltanto un esempio tra tanti che si possono rintracciare all’interno del programma”.

Nello scenario futuro che il festival vuole delineare, quale sarà il ruolo di Lazio Innova e dello Spazio attivo di Valle Faul?
“Il ruolo di Lazio Innova da un lato sarà sempre quello che ha avuto, vale a dire una piazza a disposizione delle imprese, dei professionisti e delle istituzioni. Cosa che ha fatto sotto la guida puntuale di Giulio Curti. Dall’altro, è poi evidente che quando una struttura di livello regionale vuole investire su quelle che sono le tematiche del festival e lo vuole fare sullo Spazio attivo di Viterbo diventa allora una grande occasione per un’ulteriore specializzazione e rilancio. Uno Spazio che già funziona bene, ma che può diventare leader dello sviluppo di idee e iniziative culturali in tantissimi ambiti”.

Quanto è conosciuta, secondo lei, Viterbo in ambito nazionale?
“Uno dei nostri obiettivi è far conoscere la città e di porla al centro di decisioni nazionali. Innanzitutto definendo e chiudendo le grandi incompiute, a partire dalla Trasversale. Tanto per citarne una. Dopodiché far conoscere Viterbo e la Tuscia significa farle apprezzare e difenderle da una serie di aggressioni che potrebbero snaturarle. Il nostro lavoro quotidiano, nei vari ruoli, va in queste direzioni. Un territorio che va premiato e rilanciato”.


Presentazione Festival economia della cultura

Presentazione Festival economia della cultura


Fratelli d’Italia, una vice presidente del parlamento europeo, un presidente di commissione parlamentare e due consiglieri regionali. Quanto è importante la filiera politica per porre un territorio al centro dell’attenzione nazionale?
“L’esistenza di una filiera politica è un elemento che abbiamo messo al centro della campagna elettorale. Adesso che siamo riusciti a crearla, dobbiamo fare in modo che questa filiera produca dei risultati. E questo festival ne è già una dimostrazione. La necessità è fare in modo che tutto quello che possa essere vissuto bene da Viterbo e dalla Tuscia, partendo dalla quotidianità delle persone che ci abitano, abbia attenzione che derivino appunto da questa filiera. Una filiera che non è un gruppo di lavoro chiuso su sé stesso ma aperto a ogni tipo di collaborazione istituzionale”. 

Come si è arrivati a scegliere Viterbo come sede del festival?
“Ci si è arrivati con una grande forza di volontà di Lazio Innova e della regione di parlare delle tematiche del festival in una città che è la piazza giusta. E l’invito rivolto a tutti è quello di partecipare. Per fare in modo che possa diventare un appuntamento costante che si ripeta negli anni. Questa prima iniziativa è una bella occasione. Un’occasione da poter vivere”.

Daniele Camilli


Il programma del Festival

Articoli: Daniele Sabatini: “Festival Economia della cultura, vogliamo scuotere il territorio con personalità di livello nazionale e internazionale” – Il ministro Alessandro Giuli al Festival economia della cultura


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5 ottobre, 2024

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