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Roma - È stato premiato mercoledì, insieme ad altri grandi campioni, per i trionfi ottenuti nel karate

L’ortano Gianluca Guazzaroni tra le leggende del centro sportivo dei carabinieri

di Alessandro Castellani
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Gianluca Guazzaroni

Gianluca Guazzaroni

Roma - Gianluca Guazzaroni premiato insieme agli altri campioni dei carabinieri

Roma – Gianluca Guazzaroni (il primo a sinistra) premiato insieme agli altri campioni dei carabinieri

Roma – L’ortano Gianluca Guazzaroni premiato come uno dei migliori atleti della storia del centro sportivo dei carabinieri. Il riconoscimento è stato consegnato mercoledì mattina a Roma, nel corso della festa per i 60 anni della fondazione del centro.

Guazzaroni è stato invitato sul palco insieme ad altre leggende dello sport italiano: lo slittinista Armin Zoeggler, la sciatrice Gabriella Paruzzi, il judoka Ezio Gamba, gli schermidori Alfredo Rota, Mauro Numa e Giovanna Trillini. A consegnare i premi il presidente del Coni, Giovanni Malagò, insieme al capo dipartimento dello Sport della presidenza del Consiglio dei ministri, Flavio Siniscalchi, e al presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli.

Gianluca Guazzaroni ha trionfato in competizioni mondiali della specialità kumite lungo un arco di tempo amplissimo, dal 1985 al 2013. Oltre alle prime posizioni, ovviamente, ha ottenuto diversi altri piazzamenti a medaglia in gare di tutti i livelli, compresi i campionati italiani ed europei. I carabinieri, sul sito ufficiale dell’arma, lo definiscono “l’atleta più rappresentativo della sezione Karate del centro sportivo”.

Oggi Guazzaroni ha 61 anni e gestisce una scuola di karate a Terni, città che da diversi anni lo ha adottato sportivamente, ed è presidente del settore Karate della Fijlkam Umbria. Ma il suo nome rimane legato a Orte, così come quello del fratello Claudio, ex ct della nazionale italiana di karate, alla cui memoria è stato intitolato il palazzetto comunale. Infatti a Orte Guazzaroni continua a tenere un corso “perché – spiega – non voglio che la mia città perda il contatto con il karate”.

Cosa si prova a essere riconosciuto come il miglior karateka della storia dei carabinieri?
“Sicuramente una grande soddisfazione, è stato certificato che ho lasciato un segno in uno sport che ancora adesso è tutta la mia vita. Sono riuscito a vincere almeno una volta tutte le competizioni a cui ho partecipato, anche perché ho avuto la fortuna di avere una carriera lunga. Alcune riviste specializzate pubblicavano dei ranking mondiali di karate e io per otto anni, da metà Ottanta a inizi Novanta, sono stato quasi sempre in testa alla classifica. Mi manca solo una medaglia alle Olimpiadi, ma purtroppo il karate non era ammesso a gareggiare ai miei tempi”.

Com’è stata la cerimonia di mercoledì?
“Un bellissimo momento. Ho ritrovato tanti vecchi amici, campioni di altri sport, come Numa e Zoeggler, con cui abbiamo ricordato le avventure che abbiamo condiviso insieme. Peccato che non sia potuto venire Alberto Tomba, un altro amico ai tempi delle gare”.

Ha pensato anche a suo fratello Claudio al momento della premiazione?
“Era impossibile non farlo, anche perché è stato inserito nel video che hanno mostrato prima di chiamarci a ritirare il premio. Io e Claudio eravamo in simbiosi: lavoravamo in modi diversi, ma insieme ci siamo saputi migliorare, ognuno nelle rispettive qualità”.

I vostri successi e i vostri insegnamenti hanno creato una tradizione importante di karate a Orte. Crede che possa arrivare qualche altro ortano a emulare i vostri trionfi?
“Nella nostra scuola abbiamo avuto tanti bei talenti e anche oggi ci sono dei ragazzi di Orte con ottime doti. Purtroppo nel nostro sport è praticamente impossibile fare carriera se non si entra nei gruppi sportivi delle forze armate. E oggi è ancora più difficile di un tempo trovare un posto, perché ce ne sono pochi a disposizione. Alle gare giovanili ci sono tantissimi atleti, ma poi, quando si comincia a entrare nel mondo del lavoro o dell’università, quasi tutti si perdono”.

Alessandro Castellani


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4 ottobre, 2024

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