Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono passati alcuni mesi da quando ho denunciato le storture presenti nella gestione dei servizi sociali a Viterbo, ma, a quanto pare, ad oggi assistiamo ad un peggioramento.
Partiamo dal concetto che le persone che si rivolgono ai servizi sociali hanno un comune denominatore: il disagio, che può riguardare la salute, le condizioni economiche e quant’altro.
Chiunque si rivolga ai servizi sociali ha il diritto di essere riconosciuto come persona che ha necessità di aiuto sotto tutti i punti di vista e soprattutto ha estrema necessità di essere ascoltato.
Ed invece cosa succede negli uffici preposti a Viterbo?
– Si può accedere solo dopo aver concordato un appuntamento per mail o per telefono e tale appuntamento è rilasciato sempre dopo diversi giorni, mentre le esigenze di chi si rivolge ai servizi sociali sono gravi ed immediate.
– Quando si richiede di accedere agli uffici tramite citofono si viene scaricati con poche parole che tutti i passanti possono ascoltare.
– All’interno degli uffici è presente un vigilantes del quale non si comprende l’utilità in quanto la porta è sempre chiusa.
– Gli appuntamenti con gli assistenti sociali non vengono sempre rispettati.
– Dopo l’emergenza Covid gli uffici comunali hanno intrapreso la pessima abitudine di non ricevere più il pubblico, se non per appuntamento, che fino a prova contraria paga lo stipendio dei solerti funzionari.
Credo che la sindaca, l’assessore competente ed il direttore dei servizi sociali dovrebbero interrogarsi su come migliorare l’assistenza ai richiedenti che rappresentano la parte debole della nostra città e quindi più bisognosi di altri della vicinanza delle istituzioni preposte.
Credo anche che gli organi preposti, mi riferisco alla magistratura, dovrebbero considerare l’opportunità di fare piena luce sulla mancata efficienza di un servizio così essenziale.
Ettore Veschi
– “Servizi sociali del comune, invece di trovare conforto si trova indifferenza…”
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