Viterbo – (sil.co.) – Avrebbe sostituito nell’attività di pusher il dominicano 41enne dalle amicizie “compromettenti” arrestato a San Pellegrino lo scorso 6 settembre con circa 100 grammi di cocaina già suddivisi in dosi nascosti all’interno di alcuni tubi del dentifricio svuotati.
A finire in manette, stavolta, è stato un connazionale 44enne arrestato domenica sera in via Ottusa dai carabinieri, che nel corso dell’operazione hanno sequestrato quasi 7 etti di cocaina che avrebbero fruttato 70mila euro sul mercato.
Viterbo – La cocaina sequestrata dai carabinieri
Il 26 maggio dell’anno scorso, furono identificati, sempre in zona via Cardinal la Fontaine, anche altri due domenicani, una donna e un uomo, un 43enne, il cui arresto per droga, seguito da altri negli anni successivi, fece scalpore nell’ambito della maxioperazione Babele scattata dieci anni fa tra i quartieri di San Pellegrino e San Faustino.
Nonostante il pusher del “Colgate” sia da quasi un mese ai domiciliari tra Santa Barbara e Santa Lucia, non è sfuggito alla pattuglia del nucleo radiomobile il via vai di soggetti sospetti in zona via Cardinal la Fontaine, che ha lasciato presagire ai militari che al pusher arrestato pochi giorni prima se ne fosse sostituito un altro.
Pertanto è stato immediatamente attivato un servizio di osservazione con militari in abiti civili che ha consentito di individuare l’appartamento di via Ottusa dove poteva celarsi un’attività di distribuzione dello stupefacente.
Viterbo – Carabinieri – Cocaina nascosta nei tubetti del dentifricio
Il 44enne è stato trovato in possesso di 682 grammi di cocaina in un’unica busta di plastica, oltre a materiale ritenuto utile al confezionamento della medesima sostanza illecita.
Stupefacente che una volta “tagliato” e suddiviso in dosi avrebbe ampiamente superato i 70mila euro.
L’arresto è stato convalidato lunedì dal giudice che ha sottoposto il dominicano all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, quindi fuori dal carcere ma con l’obbligo di presentarsi ogni giorno dai carabinieri.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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