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Spettacolo - Il consigliere comunale alla presentazione del Festival interregionale di teatro amatoriale - 4 appuntamenti dal 20 ottobre al San Leonardo

Umberto Di Fusco: “Vogliamo dare uno schiaffo alla Viterbo che dorme”

di Daniele Camilli
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Francesca Mencaroni, Piermaria Cecchini e Bruno Mencaroni

Francesca Mencaroni, Piermaria Cecchini e Bruno Mencaroni

Antonello Ricci, Chiara Frontini e Umberto Di Fusco

Antonello Ricci, Chiara Frontini e Umberto Di Fusco

Viterbo - Presentazione Festival teatro amatoriale

Viterbo – Presentazione Festival teatro amatoriale

Viterbo –  “Vogliamo dare uno schiaffo alla Viterbo che dorme”. Il consigliere comunale e capo di gabinetto della sindaca Umberto Di Fusco questa mattina alla presentazione della 26esima edizione del Festival interregionale di teatro amatoriale premio città di Viterbo e sesto memorial Francesco Mencaroni.

“Se Viterbo vola – dice Di Fusco – è tutto un fatto positivo. E iniziative come il Festival di teatro amatoriale, possono far volare Viterbo”.

Alla conferenza, assieme a Di Fusco, ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, il presidente della compagnia teatrale Faul Bruno Mencaroni, Simona Tartaglia, Antonello Ricci e Francesca Mencaroni, tutti parte della giuria, e l’attore e regista Piermaria Cecchini.

“Un festival – prosegue Di Fusco – per il quale dobbiamo ringraziare la caparbietà, l’intelligenza e la lungimiranza di Bruno Mencarelli”.

Quattro gli appuntamenti del festival. Dal 20 ottobre al primo dicembre, tutti alle ore 18 e tutti al teatro San Leonardo Murialdo in via Caduti IX Stormo a Viterbo.

Gli spettacoli. 20 ottobre, Non sono un gigolò; 27 ottobre, Pinocchio; 10 novembre, prestazione occasionale; 1 dicembre, Il cappello di carta.

Il premio Mencaroni è invece realizzato da Marina Ioppolo. Il nome dell’opera è Teatralis. Previsti anche altri quattro premi: regia, spettacoli, attore e attrice.

“Il festival – prosegue Frontini – è diventato un appuntamento storico e un pilastro importante del sistema teatrale e culturale della nostra città”.

“La compagnia Faul – sottolinea Mencarelli – è nata nel 1984, quartant’anni fa. E Francesco Mencarelli ha frequentato la Faul fino all’ultimo. Fino a diventare coordinatore ed attore della compagnia. Il suo ricordo è riconoscimento dovuto, onesto e pieno di amicizia”.

“Con Francesco – ricorda Cecchini – abbiamo lavorato insieme negli anni magici di Viterbo, dai ‘70 alla fine degli ‘80. Francesco era disarmante nel sorriso. Aveva sempre voglia di fare le cose. Insieme a lui si stava bene. Al punto che io gli regalai il primo teatrino di marionette. Il ricordo di Francesco è un segno nel tempo. E il modo migliore è celebrarlo con quello che ha sempre amato, il teatro”.

“Un Festival di altissima qualità – commenta Tartaglia -, sia per l’organizzazione che per le compagnie che vengono. Viterbo si è già svegliata da un pochino, anche se non tutti se ne accorgono. Ho trovato che tutto quello che è cultura sta crescendo”.

“Il nome di Francesco Mencaroni – racconta Ricci – ci riporta a un’altra Viterbo. Una città che era solo delle caserme e non ancora dell’università. Una città dove il gruppo di mimo degli Animaluomini imperversava con performance innovative. E Francesco, assieme a me ed altri, ne era parte. Poi ci sono i ricordi personali.

Un’edizione del festival con compagnie che venivano anche dall’estero. Indimenticabili le passeggiate serali con Bruno Mencarelli la cui fame di affabulazione si manifestava una città deserta. Nei primi anni 90 poi non mi occupavo ancora di teatro.

Ma tutto è iniziato nell’estate del 1992 quando portammo in piazza San Pellegrino una serie di testi medievali. Bruno si inventò il titolo dello spettacolo dove portavamo in scena il decimo dell’inferno, quando Dante incontra Farinata degli Uberti. Il titolo fu Volgiti che fai. Un titolo geniale”.

“Bruno – continua Ricci – in un territorio non semplice ha sempre fatto squadra lavorando ad eventi che hanno il sapore della coralità e della condivisione”.

Infine Francesca Mencaroni, figlia di Francesco. “Grazie a Bruno sono possibili posso ricordare mio padre in modo diverso da quello intimo, condividendolo con gli altri”.

Daniele Camilli


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4 ottobre, 2024

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