Viterbo – “Un calendario storico incentrato sul rapporto tra carabinieri e giovani, vogliamo essere con i giovani e in mezzo ai giovani”. Sono le parole del comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Friano, nel presentare la 92esima edizione del calendario storico dell’Arma.
Massimo Friano
“Quello che mi ha entusiasmato di più di questa edizione – ha spiegato Friano – è il fatto che è incentrato sui giovani. Parole vere perché testimoniate dall’impegno quotidiano che ci vedete sostenere negli incontri coi giovani e che stimoliamo ogni anno con nuovi progetti. Vogliamo trasmettergli i nostri valori e qualche buon consiglio.
Viterbo – La presentazione del calendario storico dei carabinieri
Il calendario – ha proseguito il comandante provinciale – è un connubio di arti. È geniale la trovata di raccontare il rapporto tra un maresciallo dei carabinieri e suo figlio. Morta la madre, i due si trovano in difficoltà nell’affrontare il dolore e un dialogo. Il maresciallo decide, quindi, di lasciare dei bigliettini al figlio. Ogni mese gli racconta di un’esperienza e gli dà dei consigli.
Nel calendario – ha sottolineato Friano – c’è l’arte del racconto e l’arte grafica: la prima attraverso le parole di Maurizio De Giovanni e la seconda attraverso le creazioni di Marco Lodola”.
Viterbo – La presentazione del calendario storico dei carabinieri e il planning
Insieme al calendario sono stati presentati il planning da tavolo dell’Arma, il calendario da tavolo e l’agenda.
In particolare il planning è incentrato sulle missioni all’estero dell’Arma mentre il calendario da tavolo contiene le immagini scattate in alcuni dei borghi più belli d’Italia.
Viterbo – L’agenda e il calendario da tavolo dell’Arma
I proventi ricavati dalla vendita verranno devoluti rispettivamente all’ospedale Santobono di Napoli e all’Opera nazionale di assitenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei carabinieri.
Elisa Cappelli
Calendario storico dell’Arma dei carabinieri 2025
La prefazione del comandante generale Teo Luzi
Se c’è un tempo della vita che non va mai sprecato, è quello in cui parliamo ai giovani. Sono semi che gettiamo perché il futuro sia più bello e rigoglioso. A questo fine bisogna piantare i Valori, radici salde e rami alti che guardino al cielo.
Maurizio de Giovanni è un grande autore del nostro tempo. La sua Napoli del Commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone e di Mina Settembre, romanzi divenuti serie televisive di enorme successo, è riscatto dal crimine e slancio verso una società più umana e più giusta. Non potevamo che affidare a lui un lavoro sulla legalità dedicato alle nuove generazioni, che toccasse i temi su cui si gioca la loro partita.
Ci accompagnano in questo viaggio le pregevoli illustrazioni di Marco Lodola, artista pop affermato nel mondo, esponente del Nuovo Futurismo che di recente ha “arredato” con le sue sculture luminose le facciate e le vetrine di prestigiose boutique a Roma, New York, Parigi, Singapore, e poi le Gallerie Lafayette di Doha in occasione dei mondiali di calcio nel Qatar.
È molto bella l’idea di un maresciallo che, con brevi e incisive lettere, racconta al figlio il suo lavoro e la sua anima da carabiniere. La moglie è mancata ma lui e il ragazzo sono rimasti una famiglia, “lo sono forse anche di più”. Così il padre decide di trasmettere ciò che ha appreso dalla sua esperienza, con parole semplici e tese a squarciare il velo di incomunicabilità che a volte separa i figli dai genitori. Lo fa con un amore che non si vergogna di manifestare, perché bisogna sempre dire ti voglio bene, “meglio una volta in più che una in meno”.
Ammonisce il giovane a guardarsi dalla droga, che fa diventare “vigliacchi, bugiardi, codardi, ingannevoli”. Che fa “andare via, in un inferno profondo” dal quale “non si torna più”. Lo esorta a trattare la città come se fosse casa sua, a star lontano dai “branchi”, a bandire qualunque forma di bullismo, a rispettare le donne. Gli ricorda che chi ha ragione “non ha mai bisogno di urlare”.
È un testamento morale da conservare nella vita, che farà crescere entrambi. Ma la storia di una piccola famiglia acquista, attraverso i toccanti insegnamenti di un maresciallo, una valenza universale. Esprime i sentimenti e l’impegno che ogni buon carabiniere, ogni buon cittadino deve avere verso il suo prossimo. Se tutti educhiamo i figli al rispetto dell’altro, la partita del futuro è già vinta.
All’orizzonte ci sono sfide importanti: salvaguardare il pianeta, conservare la pace, gestire al meglio l’intelligenza artificiale scongiurando i rischi per una democrazia conquistata a fatica nel corso dei secoli. In queste pagine, che spero saranno apprezzate, c’è un’idea su come affrontarle.
Ancora una volta il calendario storico dell’Arma dei carabinieri valorizza le arti, che nel Bel Paese sono di casa, senza dimenticare il loro valore educativo. Ancora una volta è la nostra occasione per augurare a tutti i lettori un nuovo anno ricco di gioia e serenità.
Le immagini del calendario storico dell’Arma 2025
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