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Roma - 25 novembre - Il capo dello stato: "È un'emergenza che continua, questa giornata sia spunto di riflessione per il futuro" - Giorgia Meloni: "Una piaga sociale e culturale che non ci consente di voltare lo sguardo dall'altra parte"

25 novembre, Sergio Mattarella: “Ciò che abbiamo fatto finora non ha salvaguardato le donne, continuano a vedere i diritti violati”

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Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

Roma – “La violenza contro le donne presenta numeri allarmanti. È un comportamento che non trova giustificazioni, radicato in disuguaglianze, stereotipi di genere e culture che tollerano o minimizzano gli abusi, che si verificano spesso anche in ambito familiare”. In ricorrenza della Giornata internazionale per il contrasto della violenza contro le donne, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 25 novembre.

“La convenzione del consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, nota anche come convenzione di Istanbul, è il primo strumento giuridicamente vincolante ad aver riconosciuto la violenza di genere come una violazione dei diritti umani – ricorda il capo dello stato – l’Italia ha ratificato la convenzione nel 2013, dotandosi di strumenti di tutela per garantire una piena protezione alle vittime di violenza di genere”.

“Quanto fatto finora non è, tuttavia, sufficiente a salvaguardare le donne, anche giovanissime, che continuano a vedere i loro diritti violati. È un’emergenza che continua. Si tratta di madri, sorelle, figlie, persone con sogni e progetti che vedono violato il diritto di poter vivere una vita libera e dignitosa, donne che lottano per la propria indipendenza, per poter scegliere il proprio destino”, avverte.

 “Nessuna scusa è il tema proposto dalle Nazioni Unite per celebrare la giornata odierna – rileva Mattarella – è addirittura superfluo sottolineare che, quindi, non ci sono scuse accettabili a giustificazione della violenza di genere. Occorrono azioni concrete”.

“È fondamentale continuare a lavorare per eradicare i pregiudizi e gli atteggiamenti discriminatori che rendono ancora oggi le donne più deboli nella società, nel lavoro e nella famiglia. Le istituzioni, le forze della società civile devono sostenere le donne nella denuncia di qualsiasi forma di sopruso, offrendo protezione e adeguato supporto. È un valore per l’intera società far sì che siano pienamente garantiti i diritti umani dell’universo femminile”, sottolinea ancora.

Alla riflessione del presidente della Repubblica, si aggiunge l’intervento della premier Giorgia Meloni.

“Oggi è la Giornata internazionale per il contrasto della violenza contro le donne – ha detto -. Una giornata che ci porta a ricordare la cronaca dei nostri giorni con ancora tanti, troppi casi di violenza e femminicidi. Una piaga sociale e culturale che non ci consente di voltare lo sguardo dall’altra parte, ma che ci spinge a riflettere e ad agire con ogni azione possibile volta a tutelare le vittime dall’abominio della violenza”.

“Come governo, dall’inizio del nostro mandato, abbiamo messo in campo strumenti di contrasto, prevenzione e sicurezza – aggiunge la presidente del Consiglio -. Un lavoro che deve proseguire nella consapevolezza che il contributo di ciascuno di noi può fare la differenza. Lo dobbiamo fare nel nome di tutte coloro che oggi non sono più con noi: mamme, sorelle, figlie, amiche. 1522 è il numero a cui rivolgersi per parlare, denunciare e ricevere aiuto immediato, in qualsiasi momento. Ogni voce che si alza contro la violenza è un passo verso una società più sicura e libera dalla paura. Ricordate: non siete sole. #25novembre”.


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25 novembre, 2024

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