Orte – (sil.co.) – Ai domiciliari dopo due giorni di carcere i due truffatori campani bloccati sabato 2 novembre nei pressi del casello autostradale di Orte, al termine di un inseguimento mozzafiato durato oltre un’ora lungo la E45 mentre erano in fuga a bordo di una Kia da Città di Castello e Monte Santa Maria Tiberina, dove il giorno di Ognissanti avevano messo a segno gli ultimi due colpi telefonici “carabiniere-avvocato”.
Carabinieri al casello autostradale di Orte – foto di repertorio
I due pericolosi banditi, che hanno terrorizzato le vittime paventando il carcere per i figli, abbandonata la macchina con cui sono andati a sbattere nei pressi del casello di Orte e scappati a piedi nelle campagne del Viterbese, erano entrambi armati di coltelli a serramanico. In auto con loro anche un minorenne, deferito alla procura competente.
Sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata in concorso dai carabinieri di Narni e condotti presso la casa circondariale di Terni, dove sono rimasti dietro le sbarre giusto il tempo di vedersi revocare la misura di custodia cautelare in carcere dal giudice per le indagini preliminari del capoluogo umbro, che ieri, convalidando i fermi, ha disposto la misura degli arresti domiciliari a carico di entrambi gli imputati, ovvero T.A., un 44enne di Cautano in provincia di Benevento (che ha risposto alle domande del magistrato) e M.D., un 22enne di Eboli in provincia di Salerno (che si è avvalso della facoltà di non rispondere), tutti e due difesi dall’avvocato Giovanna Coppola del foro di Avellino.
Vittime della coppia di banditi in trasferta in Umbria due donne. Gli imputati avrebbero telefonato loro qualificandosi come carabinieri, dicendo loro che i figli avevano investito un pedone e rischiavano di andare in carcere. Poi, con una seconda telefonata e qualificandosi come avvocati, chiedevano soldi e oggetti in oro.
Il primo tentativo sarebbe stato portato a termine con successo, rubando a una delle due donne 1200 euro in denaro. Poco dopo, si sarebbero spostati presso la seconda abitazione per derubare l’altra donna, chiedendole 70 euro in denaro e diversi gioielli, ma qui è sopraggiunto un familiare di quest’ultima che ha allertato subito i carabinieri.
Le forze dell’ordine si sono attivati per trarre in arresto gli indagati, ma questi avrebbero tentato di scappare dando inizio a un inseguimento che è avvenuto prima in macchina e, dopo aver urtato con l’autovettura in prossimità del casello di Orte, a piedi mettendo a rischio l’incolumità dei militari che al momento dell’arresto hanno anche sequestrato coltelli a serramanico.
– Dopo un inseguimento di oltre un’ora, finiscono in manette a Orte
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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