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Viterbo - Il questore Luigi Silipo ha accolto la reliquia del magistrato ucciso dalla Stidda agrigentina nel 1990 - La camicia intrisa di sangue resterà in città fino a sabato - Questa sera la fiaccolata per la legalità

“Dobbiamo riconoscerci tutti nella vita del beato Rosario Livatino”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Dobbiamo riconoscerci tutti nella vita di Rosario Livatino”. Sono le parole con cui questore di Viterbo Luigi Silipo ha accolto la reliquia del beato Rosario Livatino, il magistrato ucciso da quattro sicari della Stidda agrigentina il 21 settembre 1990 lungo la statale Caltanissetta-Agrigento.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


A Viterbo la camicia intrisa di sangue del beato, la camicia che indossava il giorno in cui fu ucciso. Questa sera alle ore 21 la fiaccolata per la legalità voluta dalla diocesi. Da piazza del Comune alla cattedrale. La reliquia resterà in città fini a sabato.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


Nel pomeriggio la reliquia è stata accolta da Silipo presso la questura di via Maresciallo Romiti, scortata dalla polizia di stato e dalla polizia locale.

“È un privilegio – dice il questore – accogliere la reliquia del beato Livatino. Una reliquia che ci parla di beatitudine e sacrificio. Una camicia che simboleggia la vita di tutti i giorni, la vita dell’uomo comune”.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


“Dobbiamo riconoscerci tutti – aggiunge Silipo – nella vita di Livatino. Un uomo che ha servito il prossimo fino al sacrificio della vita”.

Ad accompagnare la reliquia ci sono anche don Massimiliano Balsi, vicario del vescovo con delega alla cultura, il cappellano della questura don Flavio Valeri e il custode della reliquia, don Gero della diocesi di Agrigento. Con loro anche il vicario generale del vescovo don Luigi Fabbri.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


“Siamo tutti chiamati a vivere la quotidianità – prosegue don Massimiliano – attraverso la fede e la giustizia. Se mettessimo più passione nelle cose che facciamo, come Livatino, la vita sarebbe diversa e sicuramente migliore”.

“Da tre anni condividiamo un dono con l’Italia – commenta don Gero -. È la prima volta nella storia della chiesa che un magistrato diventa beato. Rosario Livatino era una persona che viveva l’ordinario in maniera straordinaria. Una camicia, la sua, che ci parla di vita e di riscatto. E che ci dice che si può vivere a testa alta senza avere paura. La conversione di tre su quattro dei suoi assassini è un miracolo. La conversione dei cuori, un miracolo che gli appartiene”.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


La reliquia è stata poi accolta dal prefetto Gennaro Capo nel palazzo del governo di piazza del comune, dove ad attenderla c’era anche il vescovo Orazio Francesco Piazza. Con loro la sindaca Chiara Frontini, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il rettore dell’università degli studi della Tuscia Stefano Ubertini, i sindaci della Tuscia, i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate e il responsabile del dipartimento della comunicazione della diocesi don Emanuele Germani.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


Questa sera alle 21 la fiaccolata della legalità. Un momento cui è invitata tutta la cittadinanza. Una marcia silenziosa da piazza del Comune alla cattedrale con la presenza dell’alfiere della Repubblica Ferrante e del Magistrato Scipio.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


La giornata di domani sarà invece dedicata agli incontri con il mondo universitario e degli studenti presso l’aula magna dell’università alle 9,30 e della giustizia presso il tribunale di Viterbo alle 12. Nel pomeriggio il convegno presso il palazzo dei papi serve ore 16 dove oltre al vescovo di Viterbo piazza prenderà parte il capo di gabinetto del ministro della Giustizia Piccirillo. La sera alle 21 in cattedrale, una veglia di preghiera animata dalla pastorale familiare e giovanile aperta a tutti.
Sabato, infine, dopo la celebrazione alle 9, al seminario di Viterbo, si concluderà la peregrinatio.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città


Il Beato Rosario Angelo Livatino venne ucciso il 21 settembre 1990 sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento in corrispondenza del viadotto Gasena (in territorio di Agrigento) mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa nostra. Era a bordo della sua vettura, una vecchia Ford Fiesta color amaranto, quando fu speronato dall’auto dei killer. Tentò disperatamente una fuga a piedi attraverso i campi limitrofi ma, già ferito da un colpo a una spalla, fu raggiunto dopo poche decine di metri e freddato a colpi di pistola.

Viterbo - La reliquia di Rosario Livatino in città - Don Flavio Valeri

Viterbo – La reliquia di Rosario Livatino in città – Don Flavio Valeri


Papa Giovanni Paolo II definì Livatino “martire della giustizia e indirettamente della fede”.
E’ grazie a questa definizione che Viterbo lo accoglierà e dedicherà due giorni di incontri di riflessione e preghiera e conferenze proprio per sensibilizzare la nostra comunità.

Daniele Camilli


Chi è il Beato Rosario Angelo Livatino
 
Rosario Livatino nacque a Canicattì nel 1952, figlio di Vincenzo Livatino – impiegato dell’esattoria comunale – e di Rosalia Corbo. Conseguita la maturità presso il locale liceo classico Ugo Foscolo, dove s’impegnò nell’Azione Cattolica, nel 1971 si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, presso la quale si laureò cum laude nel 1975, con il professore Antonio Pagliaro.

Nel 1979 diventò sostituto procuratore presso il tribunale di Agrigento e ricoprì la carica fino al 1989, quando assunse il ruolo di giudice a latere.

Come sostituto procuratore della Repubblica si occupò fin dagli anni ottanta di indagare non soltanto su fatti di criminalità mafiosa ma anche di tangenti e corruzione. Nel 1982 aprì un’indagine sulle cooperative giovanili di Porto Empedocle, in particolare sui criteri con cui erano finanziate dalla Regione Siciliana. Inoltre, in base a una sua intuizione, la Procura di Agrigento aprì un’inchiesta su un giro di fatture false o gonfiate per circa 52 miliardi di lireche gli imprenditori catanesi Carmelo Costanzo, Mario Rendo, Gaetano Graci e altri ottenevano in tutta la Siciliadalle ditte subappaltatrici per opere mai eseguite o appena cominciate; per competenza l’indagine passò, poi, a Catania e a Trapani.

Nella sua attività si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli siciliana, utilizzando tra i primi lo strumento della confisca dei beni ai mafiosi.

Venne ucciso il 21 settembre 1990 sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento in corrispondenza del viadotto Gasena (in territorio di Agrigento) mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa nostra.[12] Era a bordo della sua vettura, una vecchia Ford Fiesta color amaranto, quando fu speronato dall’auto dei killer. Tentò disperatamente una fuga a piedi attraverso i campi limitrofi ma, già ferito da un colpo a una spalla, fu raggiunto dopo poche decine di metri e freddato a colpi di pistola.

Programma della peregrinatio nella diocesi nella diocesi di Viterbo

Giovedì 14 novembre

Ore 15.00: Questura di Viterbo
– Saluto del Questore Dr. Luigi Silipo  
– scorta verso Piazza del Comune
Ore 16.00: Prefettura di Viterbo –  Incontro con il mondo Politico del territorio
– Accoglienza
– Saluto del Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza
– Intervento del Prefetto Dr. Gennaro Capo
 – Intervento del Dott. Giuseppe Notarstefano Presidente Nazionale dell’ ACI “La Testimonianza Civile di un Laico Cristiano”
Ora 21.00: Fiaccolata della Legalità “Sempre liberi e indipendenti”
organizzata dall’Ufficio Pastorale sociale e politica e dall’Ufficio Legalità
– Introduzione dell’Alfiere della Repubblica Lucia Ferrante
– Partenza da Piazza del Comune, marcia silenziosa, arrivo a Piazza San Lorenzo.
– Intervento conclusivo del Magistrato Dott. Carlo Maria Scipio
– Venerazione personale della Reliquia in Cattedrale

Venerdì 15 novembre

Ore 9.30: Incontro con Gli Universitari e gli studenti delle Scuole Secondarie di II Grado
Università di Viterbo – Auditorium
Organizzata dall’Ufficio Scuola e IRC, dall’Ufficio Cultura e Cappella Universitaria
– Accoglienza della Reliquia
– Saluto del Rettore Magnifico Prof. Stefano Ubertini
– Intervento del Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza
Ore 12.00: Incontro con il mondo della Giustizia (Procura, Magistratura, Avvocatura)
Tribunale di Viterbo
– Accoglienza della Reliquia
– Saluto del Vescovo
– Intervento del Presidente del Tribunale Dott. Francesco Oddi
Ore 16.00: Convegno “Giustizia Riparativa e Misericordia: un cammino di riconciliazione”
incontro con gli Operatori del Carcere (Direzione, Polizia Penitenziaria, Operatori Pastorale carceraria) – Sala Alessandro IV
– Accoglienza della Reliquia
– Saluto del Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza
– Introduzione del Giudice Dott. Pierpaolo Manca, Ref.giuridico Pastorale carceraria.
– Intervento del Dott. Raffaele Piccirillo, Capo Gabinetto del Ministro della Giustizia e sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione.
Ore 21.00:  Veglia di Preghiera “La Famiglia germoglio di giustizia”
Basilica Cattedrale – organizzata dalla Pastorale Famigliare e dalla Pastorale Giovanile

Sabato 16 novembre

Incontro con studenti del Seminario Diocesano e delle Case di Formazione religiosa – Seminario Diocesano
Ore 9.00: Santa Messa presieduta dal Vescovo O. F. PIAZZA a conclusione della Peregrinatio


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14 novembre, 2024

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