Viterbo – Energie rinnovabili, 718 nuovi impianti attendono d’essere realizzati nella Tuscia. Tanti sono i procedimenti attivati, nonostante gli obiettivi al 2030 nel Lazio si raggiungano con Viterbo che è al 78,08% del totale in regione, mentre Latina è al 13,70%, Roma al 6,58% e Rieti ferma a zero.
Per questo, il consiglio provinciale prima e l’assemblea dei sindaci poi ha dato mandato al presidente della Alessandro Romoli di adoperarsi in ogni ambito per tutelare il territorio. Approvata delibera all’unanimità.
Viterbo – Provincia – Assemblea dei sindaci
“Mi sono fatto carico – spiega Romoli – di portare una delibera che riassumesse il tema delle energie rinnovabili e i provvedimenti dei comuni che hanno già deliberato. Ci troviamo di fronte a quella che è un’invasione d’impianti”. Quel numero, 718 procedimenti attivati, spaventa. Di questi, 11 impianti a biomassa/biogas/biometano (5 costruiti e in esercizio), 9 impianti idroelettrici (2 costruiti e in esercizio), 87 impianti eolici (8 costruiti e in esercizio), un impianto ad alta entalpia (non costruito), ma soprattutto 610 fotovoltaici a terra (147 costruiti e in esercizio).
Uno squilibrio evidente, tanto che la regione nel 2019 ha indicato un criterio di sussidiarietà fra le provincie, per cui non è possibile in ogni territorio superare il 50% rispetto al totale autorizzato. Viterbo è ben oltre.
Dopo un periodo di stasi, successive all’adozione del provvedimento, le richieste sono ripartite, aumentando anche di poco la potenza degli impianti, oltre 30 megawatt per l’eolico e 10 per il fotovoltaico. In questo modo la regione è scavalcata e l’autorizzazione passa per il ministero.
Il provvedimento regionale doveva servire nell’attesa che Mase adottasse i criteri da seguire da parte della regione per le aree idonee. Adesso sono arrivati ed entro il 21 dicembre, salvo proroghe, deve essere predisposta la legge regionale.
La provincia e non da oggi, contrasta quella che Romoli ha definito un’invasione. “In nove cause in cui l’ente si è costituito in giudizi – ricorda l’avvocato Felice – dove il privato contestava la legittimità della delibera regionale, quattro sono state vinte e due perse”. Ma c’è una novità.
Finora si eccepiva sui ritardi dei privati nel presentare ricorso. “Stavolta invece – continua Felice – i giudici sono entrati nel merito, affermando il valore dell’autovincolo e la necessità di un riequilibrio e proporzionalità fra le province. Perché non esistono moratorie. Non s’impedisce ai privati d’installare impianti sul territorio regionale, ma occorre un riequilibrio, dando atto che a Viterbo esistono forti criticità.
Qualche segnale positivo, ma resta la preoccupazione da parte dei sindaci. Come ricordato da Fabio Bartolacci (Tuscania) in uno degli interventi nell’assemblea che ha fatto seguito al consiglio: “Non riesco a tenere il conto delle richieste che ci arrivano”.
Giuseppe Ferlicca
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