Viterbo – Evade dai domiciliari e ruba un motorino, 28enne finisce in carcere. L’aggravamento della misura dopo che i carabinieri lo hanno fermato a piazzale Gramsci a bordo di un monopattino.
“I carabinieri della compagnia di Viterbo hanno arrestato un ventottenne pluripregiudicato nei cui confronti sono stati raccolti gravi elementi di colpevolezza riguardo l’evasione dagli arresti domiciliari, cui era sottoposto, e il furto di un motorino – spiegano i militari in una nota -. I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 novembre, quando la centrale operativa dei carabinieri ha disposto l’intervento di una pattuglia della sezione radiomobile di Viterbo, in circuito nel capoluogo, in merito alla segnalazione di un soggetto sospetto.
I militari, poco dopo, hanno intercettato e fermato il ventottenne a piazzale Gramsci a bordo di un monopattino e avendo accertato, in sede di identificazione, che lo stesso aveva violato le prescrizioni connesse agli arresti domiciliari, svolte le formalità del caso lo hanno nuovamente sottoposto alla misura cautelare presso la sua abitazione.
Tuttavia, considerato che il giovane all’atto del controllo aveva assunto un comportamento sospetto, i carabinieri hanno deciso di svolgere ulteriori accertamenti. E, in effetti, la ricostruzione dei movimenti dell’uomo di quella notte ha consentito di porre in stretta relazione l’evasione del ventottenne con il furto di un motorino, sottratto in via Garbini e ritrovato poco dopo in via Marini.
Alla luce delle risultanze investigative e considerata anche la persistente inclinazione a delinquere del ventottenne, i carabinieri del N.O.R. di Viterbo hanno avanzato una richiesta di aggravamento della misura cautelare all’autorità giudiziaria che, valutati gli elementi raccolti dalla polizia giudiziaria, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – ricostruiscono i carabinieri -.
L’operazione, che si inserisce in un contesto più ampio dell’azione di prevenzione e contrasto dei reati in genere, costituisce una concreta e decisa risposta al crescente allarme sociale suscitato dal fenomeno dei reati predatori e conferma il costante impegno dell’Arma nelle relative attività di contrasto”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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