Civita Castellana – “L’accendino che mi ha prestato Giovanni Falcone mi dà la forza di affrontare le vicissitudini della vita”, in visita alla città della ceramica Pietro Grasso parla di legalità e ricorda l’amico ucciso nella strage di Capaci.
Pietro Grasso a Civita Castellana
Ha gli occhi lucidi e pieni di speranza mentre parla del suo amico Giovanni Falcone. Politico ed ex magistrato, Grasso è stato procuratore nazionale antimafia fino al 2012 e poi presidente del Senato fino al 2018.
Pietro Grasso a Civita Castellana
La visita a Civita Castellana è stata l’occasione per parlare di legalità con i giovani del luogo, e non poteva mancare il ricordo del giudice ucciso a Capaci. “In quei giorni, quelli dell’attentato, ero con lui – ha raccontato Pietro Grasso -, ma sono partito prima perché volevo tornare a casa dalla mia famiglia. Il destino ha fatto in modo che un parlamentare rinunciasse all’ultimo al suo posto sul volo per Fiumicino, e l’ho preso io”.
Pietro Grasso a Civita Castellana
Prosegue Grasso: “Lo ricordo ancora, posto 1L del volo delle 19,40. Il giorno dopo c’è stata la strage. Un misto di dolore, rabbia e impotenza, perché Falcone aveva superato tanti ostacoli e solo il tritolo lo aveva fermato”.
“Sono tornato in Sicilia – continua l’ex magistrato – Borsellino quel giorno mi disse che una parte della nostra vita se ne era andata, non sapendo che dopo 57 giorni sarebbe toccato a lui. Per caso in tasca mi sono trovato l’accendino che mi aveva prestato Giovanni. So che non glielo potrò mai restituire, ma mi dà la forza di affrontare le vicissitudini della vita”.
Giusi De Novara
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