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Viterbo - La capogruppo comunale di FdI Laura Allegrini rilancia dopo la proposta del presidente della fondazione Carivit Luigi Pasqualetti

“Via Mazzini è fondamentale per il turismo e la valorizzazione storica della città”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Via Mazzini e la chiesa di San Giovanni in zoccoli

Via Mazzini


Viterbo – “Via Mazzini è fondamentale per il turismo e la valorizzazione storica della città”. La capogruppo comunale di Fratelli d’Italia Laura Allegrini rilancia dopo la proposta del presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, evidenziando anche il patrimonio storico e artistico che si trova lungo la via che si trova a ridosso di porta della Verità, corso Italia, chiesa di Santa Rosa e piazza del Teatro.

“Va creato un percorso artistico e turistico lungo tutta via Mazzini”, ha detto qualche giorno fa Pasqualetti durante la presentazione del restauro della Madonna in trono con bambino di Neri Di Bicci presentato nella sala convegni di palazzo Brugiotti.


Laura Allegrini

Laura Allegrini


“Un percorso – ha poi aggiunto Pasqualetti – che deve far leva sulla pala d’altare di Neri Di Bicci a San Sisto, il polittico del Balletta, restaurato e che a breve tornerà nella chiesa di San Giovanni in Zoccoli, e infine l’altro polittico, sempre del Balletta, che si trova già nella chiesa di santa Rosa”.


Viterbo - Il polittico del Balletta

Viterbo – Il polittico del Balletta


“Più volte – spiega a sua volta Allegrini – mi sono soffermata sulla sottovalutazione di via Mazzini, una via ricca di beni storici e architettonici ampiamente sottovalutata. Via Mazzini traccia invece un percorso molto importante che va dalla casa di santa Rosa fino alla cappella Mazzatosta a Piazza Crispi. Ma ciò che è interessante è ciò che vi si trova. Innanzitutto la chiesa di santa Maria in Poggio detta della Crocetta dove avvenne la prima sepoltura di santa Rosa. Poi via delle maestre che si chiama così perché c’era una delle prime Scuole della città. Poi, dopo aver superato una serie di palazzi nobiliari bellissimi e importanti, alcuni anche restaurati in maniera non proprio filologica, arriviamo a piazza Dante dove si apre un mondo. Sulla sinistra la chiesa di San Giovanni in Zoccoli, dove verrà riportato il polittico del Balletta, c’è ad esempio un sarcofago visibile dall’esterno a testimonianza di un sistema di sepolture”.


Viterbo - La chiesa di San Giovanni in Zoccoli lungo via Mazzini

Viterbo – La chiesa di San Giovanni in Zoccoli


“Girando a sinistra – prosegue Allegrini – forse non tutti sanno che con il semplice abbattimento di un muro si potrebbe mettere in collegamento l’intero quartiere con una proprietà della Asl, il complesso di san Simeone e Giuda dove aveva sede il 118, attualmente vuoto, che sbocca però direttamente sulla Cassia. Un luogo magnifico con chiostro e costruzioni imponenti da restaurare. Sempre a piazza Dante, accanto al liceo, c’è la chiesa annessa al convento di santa Caterina, con i fantastici affreschi barocchi del Colli, sul soffitto. Il Colli aveva inoltre quattro figlie in questo convento dove nel ‘500. Un convento dove, ai tempi della riforma luterana, era stata accolta la nobildonna e poetessa Vittoria Colonna”.

“Un luogo bellissimo – continua Laura Allegrini – che potrebbe essere messo in diretto collegamento con il Parco Lubich in direzione di porta della Verità, con un tratto di mura ampiamente studiato dall’architetto Chiovelli nella sua interessante stratificazione storica”.


Lo sposalizio della Vergine di Lorenzo da Viterbo

Lo sposalizio della Vergine di Lorenzo da Viterbo restaurato da Cesare Brandi


“Una volta superata la porta – sottolinea Allegrini – il sottopasso conduce direttamente a piazza Crispi, al museo civico, alla chiesa di santa Maria della Verità con la cappella Mazzatosta affrescata da Lorenzo da Viterbo, restaurata da Cesare Brandi che proprio qui elaborò la teoria del restauro moderno, rimettendo insieme oltre 1500 pezzetti dell’affresco distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ed è proprio grazie allo Sposalizio della Vergine che abbiamo uno spaccato di vita e costumi medievali viterbesi. Per non parlare poi di tutte le importantissime opere contenute all’interno del museo civico Rossi Danielli. Da qui, infine, costeggiando un breve tratto di mura medievale, si può tranquillamente tornare a porta Roma e alla chiesa di San Sisto”.


Viterbo - L'abbandono di via Mazzini - Largo Colonna

Viterbo – Il convento di san Simeone e Giuda


“Un percorso – conclude Laura Allegrini – che rende bene l’idea di quanto ci sarebbe da fare in termini di visione e pianificazione di investimento sulla città in una via e in un quartiere che restituirebbero tantissimo in termini di turismo e valorizzazione storica, cuore dimenticato di una parte di storia della città”.

Daniele Camilli


– Luigi Pasqualetti: “Va creato un percorso artistico e turistico lungo tutta via Mazzini”


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4 novembre, 2024

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