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Viterbo - Monsignor Francesco Savino: "La stragrande maggioranza dei cattolici si rifiuta di accoglierli"

Il vicepresidente della Cei: “Chi non abbraccia fragili, folli e disabili si esclude dal regno di Dio”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Chi non abbraccia i corpi dei fragili, dei folli e dei disabili e non ne accarezza i volti, si esclude dal regno di Dio e dalla storia della salvezza”. Il vicepresidente della Cei monsignor Francesco Savino ieri sera all’incontro organizzato dall’istituto di studi superiori Giuseppe Toniolo al centro di produzione Juppiter nella parrocchia dei Santi Valentino e Ilario a Villanova, Viterbo.


Viterbo - Francesco Savino

Viterbo – Francesco Savino


“La stragrande maggioranza dei cattolici che partecipano alla messa e all’eucarestia – dice poi Savino – si rifiuta invece di accogliere le persone fragili”.

Un incontro dedicato all’arte di prendersi cura. La lezione del buon Samaritano.


Viterbo - Don Massimiliano Parrella, Antonio Gasbarrini, Francesco Savino e Vincenzo Morgante

Viterbo – Don Massimiliano Parrella, Antonio Gasbarrini, Francesco Savino e Vincenzo Morgante


“La follia e la fragilità – sottolinea Savino – non sono soltanto poesia, creatività e libertà. Il mondo della follia è innanzitutto il luogo teologico per definizione. Chi abita la follia, la fragilità, così come chi ha altre abilità, abita il mondo dove possiamo fare l’esperienza più bella dell’incontro con Dio. Chi accarezza quei volti e li abbraccia abbraccia il Dio incarnato, la storia concreta di Gesù di Nazareth. Chi non abbraccia i corpi dei fragili, dei folli e dei disabili e non ne accarezza i volti, si esclude invece dal regno di Dio e dalla storia della salvezza”.

Assieme a Savino, ci sono anche Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’istituto Toniolo, don Massimiliano Parrella, casante dell’Opera don Calabria, Antonio Gasbarrini, preside della facoltà di medicina dell’università Cattolica del Sacro Cuore e il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza. A moderare la serata il direttore di Tv2000 Vincenzo Morgante. 

Previsto, ma assente, il fondatore di Exodus Don Mazzi.


Viterbo - L'incontro organizzato dall'istituto Giuseppe Toniolo

Viterbo – L’incontro organizzato dall’istituto Giuseppe Toniolo


“Le nostre relazioni – prosegue Savino – sono diventate una frana e si sente più spesso la necessità di ripartire invece dalla cura, con la parabola del buon samaritano come paradigma. Soprattutto oggi che viviamo il tempo del narcisismo patologico e dell’egoismo collettivo dove ciascuno si sente l’ombelico del mondo intorno a cui tutto deve girare, con il nostro io che si gonfia a dismisura. E la stragrande maggioranza dei cattolici che partecipano alla messa e all’eucarestia che si rifiuta di accogliere le persone fragili”.

Quella del buon samaritano è una parabola di Gesù narrata nel Vangelo secondo Luca. Una parabola che mette in risalto la misericordia e la compassione cristiana da mostrare verso il prossimo, chiunque esso sia. “Una parabola – fa notare Savino – che graffia e violenta la coscienza. Soprattutto in questo momento che ci avviciniamo al Natale, il giorno in cui celebriamo lo scandalo di Dio, la festa della rottura delle coscienze e degli schemi. Dio che si fa uomo per dirci che si può vivere meglio la vita. E il modo migliore di viverla è viverla da Dio. Il modo migliore di vivere umanamente è vivere la vita divinamente”.


Viterbo - Orazio Francesco Piazza

Viterbo – Orazio Francesco Piazza


Savino cita Heiddeger, Levinas, Jonas. E infine lancia un augurio a tutta la comunità dei credenti di Viterbo. “Siate Samaritani nei gesti e nei pensieri, perché l’amore che si dona moltiplica ogni bene. Fate dell’oggi un luogo dove ognuno trovi la speranza. Abbracciate la cura del prossimo e non lasciatevi sedurre dall’egoismo. In una società dove si fa tutto in fretta e non si fa più con calma neanche l’amore. E non ve lo devo di certo dire io”.

In sala ad ascoltare monsignor Savino ci sono il comandante provinciale della guardia di finanza Carlo Pasquali, il sostituto procuratore Massimiliano Siddi, l’ex prefetto di Viterbo Giovanni Bruno e la consigliera comunale Luisa Ciambella. A dirigere la serata il presidente di Juppiter Salvatore Regoli. Ad ospitarla il parroco dei santi Valentino e Ilario e direttore della comunicazione della diocesi don Emanuele Germani.


Viterbo - Giuseppe Fioroni

Viterbo – Giuseppe Fioroni


“Riuscire a fare questi incontri – commenta Fioroni – significa dare un contributo importante. In un mondo dove la paura del diverso la fa da padrona, c’è sempre più bisogno di buoni samaritani. E lo vediamo con i migranti, i giovani, i bambini, gli anziani. Non basta la compassione, ma dobbiamo trovare un modo per agire. Un agire che ci richiami alla responsabilità. La responsabilità di prendersi cura dell’altro”.

Daniele Camilli


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27 novembre, 2024

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