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Anche tu redattore - La testimonianza di Sara Pizzi dopo un lungo ricovero in ospedale: "Un’esperienza difficile ed estremamente brutta, ma che ha trovato in tutte le persone incontrate un saldo appoggio di grande professionalità e un supporto pieno di umanità e dolcezza"

“Colpita da un gravissimo problema di salute, a Belcolle mi hanno salvato la vita”

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Viterbo - Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’ospedale di Viterbo funziona molto bene. Alla fine del mese di novembre sono stata colpita da un gravissimo problema  di salute. I sanitari lo hanno immediatamente individuato e reagito nel miglior modo possibile. Di fatto mi hanno salvato la vita.

Ho dunque trascorso dei giorni in terapia intensiva e successivamente circa una settimana nel reparto di malattie infettive. Dopo poco ho dovuto affrontare un intervento chirurgico molto delicato e trascorrere dei giorni presso il reparto di neurochirurgia.

Dopo questo lungo peregrinare, durato un mese, per i reparti di Belcolle tengo ora a ringraziare i medici, gli infermieri e il personale tutto del nostro ospedale. A cominciare dalla rianimazione e dal pronto soccorso. Lì i sanitari hanno avuto grande cura della mia persona e del mio grave problema. In seguito, nel reparto di infettivologia, ho trovato umanità ed attenzione anche nei momenti più difficili. Infine presso il reparto di neurochirurgia ho trovato competenza e grande attenzione.

Mi sento di affermare che, oltre alla professionalità, ho trovato l’impeccabile umanità di coloro che hanno avuto grande premura e cura di me, dei miei familiari e di ogni mio piccolo o enorme problema, anche emotivo.

Le persone da citare sono molte e, nel ringraziare comunque tutti coloro che hanno attraversato il mio difficile percorso, sento di dover menzionare alcuni di loro. A partire dal pronto soccorso con l’amico Moreno Bracaglia, il figlio Simone e la figlia Giulia, anch’essi infermieri: i primi ad intervenire insieme ai prontissimi sanitari del 118, e tutti i medici intervenuti nel reparto.

Il personale della terapia intensiva: una su tutti la dottoressa Lara Selvaggini (colonna portante del mio percorso di cura) e tutte le persone che vi operano sempre attente, delicate, solari e piene di voglia di accompagnare i pazienti nel loro difficile cammino.

Malattie infettive, con particolare riferimento alla dott.ssa Farinelli e a tutti i medici e infermieri da Lei diretti. Non dimenticando la dolcissima ed attenta caposala Tiziana.

E ancora, la neurochirurgia: con il dottor Marruzzo, la dott.ssa Pagano e tutta l’equipè medica ed ospedaliera. Gli infermieri e gli O.S.S. sempre attenti e disponibili ad attraversare con me le mie paure. Non posso non citare, tra gli altri, l’infermiera Jessica Benedetti.

Insomma un’esperienza difficile ed estremamente brutta, ma che ha trovato in tutte le persone citate ed incontrate un saldo appoggio di grande professionalità e un supporto pieno di umanità e dolcezza. Siamo sempre più abituati a vedere e a commentare ciò che non funziona, invece in questo caso ho voglia di condividere quanta “bellezza” io abbia trovato.

Grazie dott. Giulio Starnini, dott. Fabrizio Ferri, l’infermiera Claudia Morano,il radiologo Salvatore Lucchesi, Tamara D’Alessio e tutti coloro che con uno sguardo, una parola ed un sorriso hanno reso le giornate trascorse meno dolorose.

Sara Pizzi 


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23 dicembre, 2024

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