Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri, 1 dicembre, nonostante la tentazione di andare a Roma a godersi una giornata all’insegna della cultura nella prima domenica del mese, abbiamo invece deciso di goderci la nostra splendida Viterbo, dedicando qualche ora all’arte dei nostri musei. Con immensa sorpresa, il portone di ingresso del museo civico di Viterbo era chiuso; fiducioso che magari il primo orario pomeridiano poteva essere un orario di chiusura, parcheggio l’autovettura e mi accingo a portone di ingresso del museo, e trovo uno squallido foglio con su scritto: “museo chiuso dal 24 agosto per lavori di manutenzione”.
Nessuna una data di riapertura ne un’indicazione su dove poter ammirare l’opera che meritava più di tutto la visita, ovvero la Pietà di Sebastiano del Piombo, opera invidiata e prestata a tutti i più importanti musei del mondo.
Delusi e sconfortati ce ne siamo tornati a casa.
Mi sono detto che era stata colpa mia, che avrei potuto vedere prima il sito del comune di Viterbo, dove avrei potuto trovare tutte le informazioni possibili su dove e come trovare l’opera del maestro.
Ma nemmeno a dirlo, nessuna una comunicazione specifica orientata alla comunicazione sull’offerta artistica del territorio, alle bellezze del nostro territorio, alle modalità di fruizione.
Per capire dove fosse l’opera mi ha solo supportato wikipedia che mi informa che “La Pietà è un dipinto a olio su tavola di pioppo (190×245 cm) di Sebastiano del Piombo, databile al 1512-1516 e conservato nel Museo civico (sede distaccata presso il Museo dei Portici – Palazzo dei Priori) di Viterbo”.
Un mite consiglio se posso permettermi all’assessore alla cultura e al sindaco di Viterbo; dare più valore alla cultura e alla sua diffusione, favorisce i processi di inclusione sociale e amplifica le possibilità di espansione di un territorio, dà lustro ad una città, ultimamente ricoperta solo di cemento su cemento e di improbabili e piste ciclabili evidenziate da spray colorati che presto svaniranno sotto i segni del tempo
Un territorio che non rispetta la propria storia e che non valorizza il proprio “centro” ma lascia che si spopoli e viva solo alcuni mesi all’anno, non ha futuro, e compito di una buona amministrazione è quello di valorizzare il proprio patrimonio e la propria storia, sia per chi ci vive, e sia per chi viene a scoprire il nostro splendido territorio.
Fabiano Cecchi
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