Capranica – Riceviamo e pubblichiamo – “I marocchini entrarono in casa per cercare le donne da violentare, fortunatamente mio padre nascose le sorelle di 14 e 17 anni sotto il letto e offrì da bere a quei due soldati e li convinse ad andare via”. Questa la testimonianza di una signora che ha concluso il convegno dal titolo “Le marocchinate a Capranica”, tenuto ieri pomeriggio, sabato, presso il Centro Civico “Piersanti Mattarella” di Capranica.
Capranica – “Le marocchinate a Capranica”
“La sala è piena di cittadini che hanno apprezzato molto gli interventi dei relatori – ha detto il consigliere comunale Francesco Virgili, promotore del convegno – . Anche a Capranica, come in gran parte della Tuscia, i coloniali francesi si accanirono sulla popolazione civile.”
Il convegno moderato da Valentina Rinaldi, si è aperto con un’ampia relazione di Emiliano Ciotti, scrittore e presidente dell’associazione nazionale vittime delle marocchinate, che ha descritto l’impegno per la verità dell’associazione e ha illustrato i rapporti diplomatici tra Francia e Italia.
Capranica – “Le marocchinate a Capranica”
Al giornalista Silvano Olmi, scrittore e vice presidente dell’Anvm, il compito di parlare delle violenze nella Tuscia e in particolare a Capranica. “Gli abitanti delle campagne furono particolarmente colpiti dalla furia dei marocchini tanto che dovettero abbandonare le loro case – ha detto Olmi – una donna di Capranica venne stuprata davanti al marito e ai figli vicino alla stazione ferroviaria e abbiamo notizia di violenze ai danni anche di un uomo.”
Sulle conseguenze delle malattie veneree si è soffermata Anna Mula, segretario generale Anvm. “Le donne durante le violenze venivano picchiate selvaggiamente – ha detto Anna Mula – erano infettate da malattie terribili quali la sifilide e la blenorragia, dopo lo stupro alcune erano emarginate dal contesto cittadino oppure impazzivano.”
ANVM, associazione nazionale vittime delle marocchinate
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