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Viterbo - Il 2 dicembre 1928 un regio decreto ampliò i confini della provincia fino a darle l’attuale configurazione territoriale

La Tuscia moderna compie 96 anni

di Edoardo Venditti
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Viterbo

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Viterbo – Era il 2 dicembre 1928. Mussolini era al potere da soli sei anni, al governo di Viterbo c’era il podestà Antonio Maturi (il primo sindaco della città ad appartenere al partito nazionale fascista) e il fiume Urcionio scorreva ancora libero tra le vie del centro. Proprio quel giorno, esattamente 96 anni fa, nacque la Tuscia come la intendiamo oggi.

Quante volte si sente questa parola. Dalla politica all’università viterbese, dal turismo ai giornali locali, il termine “Tuscia” fa parte del patrimonio genetico di chi vive in questo angolo d’Italia incastonato tra la Toscana, l’Umbria e Roma. Nel mezzo, la Maremma laziale, la costa e un accenno di montagna.

Per quanto la parola “Tuscia” sia in realtà molto più antica dell’Italia stessa (nella tarda antichità indicava infatti l’area abitata dagli etruschi), oggi identifica genericamente il territorio della provincia di Viterbo con i suoi 60 comuni.Tanto da dare il nome all’Università degli Studi della Tuscia, al quotidiano online Tusciaweb, e a tanti locali e attività economiche – dentro e fuori la città dei papi – che si rifanno a questo marchio. È proprio questa concezione della Tuscia a compiere oggi 96 anni.

La provincia di Viterbo, questa volta inteso come ente amministrativo, venne istituita nel gennaio del 1927 a seguito del distacco del cosiddetto circondario di Viterbo (1870-1927) dalla Provincia di Roma. Per la prima volta nella sua storia, Viterbo assurgeva dunque a capoluogo di provincia, iniziando quel lungo e tortuoso percorso di emancipazione dalla vicina Roma che, per certi versi, dura ancora oggi. Ma la neonata provincia non comprendeva ancora tutti i 60 comuni che la compongono oggi, molti dei quali erano ancora di competenza amministrativa della capitale.

Il primo di questi a lasciare la provincia di Roma per entrare in quella di Viterbo fu Monte Romano, pochi mesi dopo. Ma la provincia di Viterbo come la conosciamo oggi venne completata solamente il 2 dicembre 1928: quel giorno, con regio decreto numero 2735, venne ampliata ulteriormente inglobando i comuni di Montalto di Castro, Monterosi, Nepi, Oriolo Romano e Tarquinia.

Da allora la configurazione territoriale della provincia viterbese non è più cambiata. Eccola allora la Tuscia che conosciamo ancora oggi, quella che intendiamo quando utilizziamo questa parola. Quella Tuscia che, proprio oggi, compie 96 anni.

Edoardo Venditti


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2 dicembre, 2024

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