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Viterbo - Il presidente di Confesercenti Vincenzo Peparello presenta il rapporto Ipsos in vista delle feste

“Natale nella Tuscia: incertezza, turismo in frenata e tredicesima fondamentale per gli acquisti”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Incertezza, turismo in frenata e tredicesima cruciale per gli acquisti”. È il quadro descritto questa mattina dal presidente di Confesercenti Viterbo Vincenzo Peparello in vista del Natale nella Tuscia. Oggi la presentazione del rapporto di Confesercenti-Ipsos in merito a Natale, turismo e consumi.

Vincenzo Peparello

Vincenzo Peparello


Assieme a Peparello, al tavolo della sede provinciale di Confesercenti a Viterbo ci sono anche Sergio Cesarini e Raimondo Chiricozzi.

“Gli italiani – dice Peparello -, compresa la provincia di Viterbo non rinunciano al Natale, ma il quadro che emerge dagli ultimi mesi suggerisce uno stato di incertezza persistente, anche a causa della tensione economica generale che tende infatti a frenare la fiducia delle famiglie che continuano ad adottare comportamenti prudenti, privilegiano il risparmio è limitando le spese discrezionali”.

“In questo contesto l’esito delle vendite natalizie dipenderà in larga misura dall’andamento della settimana finale tradizionalmente cruciale per il periodo festivo poiché contribuisce per circa il 50% alle vendite complessive dei regali. Sarà quindi fondamentale monitorare con attenzione le tendenze di consumo in questi ultimi giorni per valutare l’effettivo ripresa o conferma della prudenza nelle scelte di spesa”.

Secondo il rapporto Confesercenti-Ipsos, dati che, come sottolinea Peparello “rispecchiano anche l’andamento nella Tuscia”, a sette giorni dal 24 dicembre, un italiano su due (il 53%) deve ancora terminare di acquistare i doni da mettere sotto l’albero. In media, si faranno poco meno di nove regali a testa, per un budget di 225 euro a persona e una spesa complessiva nazionale di 8,1 miliardi. Sotto l’albero, i Babbo Natale italiani lasceranno soprattutto capi e accessori moda, giocattoli, prodotti di profumeria e cosmetica e libri.

II budget. Conta la tredicesima. L’inizio del recupero dei salari reali, congiuntamente alla crescita dell’occupazione, avrebbe dovuto innescare un’accelerazione dei consumi, ma le famiglie restano ancora prudenti anche a Natale. In media, le persone progettano di spendere 225 euro per i doni da mettere sotto l’albero, una previsione simile a quella dello scorso anno (223 euro). Il budget si alza sensibilmente tra i percettori di tredicesima: questi ultimi destineranno in media 270 euro (circa il 20% in più) ai regali da mettere sotto l’albero.

Dove si acquista: ilrecupero dei negozi. Con l’avvicinarsi del Natale, il canale retail offline guadagna terreno. E i negozi battono l’online 6 a 4. I consumatori sceglieranno infatti un punto vendita fisico per il 61% circa degli acquisti: il 46% presso un negozio, di vicinato o in un centro commerciale, il 10% in un negozio monomarca di una grande catena e il 4% in un mercato o mercatino. Il 38% dei doni, invece, verrà acquistato online, soprattutto presso le grandi piattaforme (36%), mentre si riduce (2%) la quota degli acquisti effettuati direttamente sul sito del produttore.

La classifica dei regali. Vince la moda. Babbo Natale, quest’anno, farà più di uno stop in boutique: prodotti di abbigliamento e accessori sono infatti in cima alla lista dei regali del 47% dei consumatori, mentre un ulteriore 19% donerà delle calzature. Al secondo posto della classifica dei regali più ricercati, prodotti di cosmetica (42% delle indicazioni, con una preferenza per i profumi). Chiudono il podio giochi e giocattoli, indicati dal 37% degli intervistati: videogiochi, bambole/bambolotti e giochi in scatola e da tavola restano le categorie più scelte. Tra i cinque doni piu scelti anche libri e prodotti editoriali (33%) e tecnologia (32%), anche se in quest’ultimo caso si andrà più su gadget e piccoli doni sotto i 150 euro di budget (19%) rispetto a investimenti piu consistenti (13%). Il 30% si indirizzerà invece su un dono gastronomico, il 23% su un prodotto da enoteca. Nella top ten dei regali anche gioielli e bigiotteria (26%) e oggettistica e prodotti da collezione (24%).

Sul fronte del turismo, “in provincia di Viterbo – prosegue Peparello – ci apprestiamo a vivere per le feste una buona stagione turistica anche se si registrerà una lieve frenata dopo le performance più che positive degli ultimi anni. Si tende infatti a spostare le vacanze fuori dai periodi tradizionali per risparmiare un po’. Pesa poi la frenata del turismo straniero, la cui crescita aveva finora compensato l’erosione della domanda italiana. Inoltre va segnalata anche una perdita della capacità di spesa delle famiglie e quindi un calo della spesa del turismo in quanto bene accessorio oltre anche alla perdita di quote della permanenza media ormai sempre più orientata all’utilizzo dei week end corti”.

Dopo due anni di crescita, per Confesercenti-Ipsos il mercato del turismo dà segnali di stabilizzazione e rallenta la sua corsa. Stessa cosa vale anche per la Tuscia. Per il periodo delle festività, nelle strutture ricettive italiane sono attese circa 16,3 milioni di presenze, un risultato in flessione del -1,5% rispetto allo scorso anno anche per una riduzione dei visitatori stranieri. Due turisti su tre sceglieranno una citta d’arte o una località montana, in crescita anche grazie al meteo favorevole per le piste da sci.

Le prospettive. Il quadro che emerge dal rapporto di Confesercenti-Ipsos è improntato alla prudenza. L’obiettivo è quello di eguagliare le performance della scorsa stagione, ma la percezione degli imprenditori è che il mercato stia nel complesso rallentando, anche se le aspettative del settore sono per un leggero miglioramento della tendenza grazie alle partenze last minute. La flessione è attesa sia per il movimento dei turisti italiani (-1,9%) sia per i flussi provenienti dall’estero (-1%), ed è percepita sia dalle imprese alberghiere (-1,3%) che soprattutto da quelle dell’extralberghiero (-2,1%). Le aspettative sono leggermente peggiori per le regioni del Centro (-2%) e del Sud-Isole (-1,9%) rispetto a Nord Est (-1,4%) e Nord Ovest (-1,1%).

I fattori del rallentamento. Da un lato, pesa il confronto con una stagione natalizia straordinaria come quella del 2023, in cui le presenze hanno superato quota 16,5 milioni. Dall’altro, proseguono le incertezze della domanda italiana, che continua a misurarsi con un livello dei prezzi ancora elevato, e ora anche internazionale, con le tensioni geopolitiche ed il peggioramento dell’economia di alcuni paesi dell’area euro che pesano sulle presenze straniere, per la prima volta negli ultimi anni in flessione.

Le mete. La montagna e le città d’arte intercetteranno la quota maggiore del movimento di visitatori. In particolare, per le località sciistiche il trend atteso è di un leggero incremento delle presenze del +0,3% (+0,3% di italiani e +0,4% di stranieri), ma il last minute potrebbe migliorare i risultati. La quota di mercato della domanda estera è del 47,4%. Tra le principali nazionalità straniere si segnala Germania, Svizzera, Scandinavia, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi. Anche città, centri d’arte e borghi intercetteranno una quota rilevante di turisti, soprattutto stranieri, anche se il trend stimato è -0,9% (-1,7% di italiani e -0,2% di stranieri). La quota della domanda estera è segnalata al 52% del totale. Le nazionalità prevalenti saranno tedeschi, statunitensi, francesi, spagnoli, britannici, svizzeri, brasiliani, canadesi.

Meno Europa, più Usa. La composizione del mercato sarà per il 57% di italiani, con 9,3 milioni di presenze, e per il restante 43% di turisti stranieri (7 milioni). Il panorama internazionale atteso per le festività di fine anno registra una crescita negli arrivi soprattutto da Stati Uniti, Svizzera, Polonia, Paesi Scandinavi e Corea del Sud. In leggera flessione, invece, i flussi provenienti da alcuni mercati europei. Rallentano infatti i flussi da Germania, Regno Unito, Belgio, Ungheria, con una riduzione piu marcata per l’Austria. Stabili, invece, Spagna, Australia, Paesi Bassi, Canada, Brasile, Francia. In diminuzione anche le prenotazioni da Giappone, Cina, India, Russia.

Infine i consumi. “La tredicesima – conclude Peparello – rappresenta un momento cruciale per la vendita dei prodotti, in particolare per i negozi di vicinato, che stanno affrontando un inizio di stagione natalizia più lento del previsto. L’arrivo di liquidità extra, come la tredicesima, potrebbe stimolare la spesa nei negozi, offrendo ai consumatori un vantaggio rispetto agli acquisti online, in quanto possono ricevere immediatamente i prodotti senza i tempi di attesa per la consegna. È un’opportunità per i negozi fisici attrarre i clienti e incentivare le vendite in un periodo chiave dell’anno”.

Crescita dell’occupazione e rinnovi contrattuali, secondo il rapporto Confesercenti Ipsos, danno una spinta alle tredicesime. Quest’anno saranno oltre 32 milioni i dipendenti e pensionati italiani a ricevere la mensilità aggiuntiva, per un totale di circa 51,3 miliardi di euro, il 7,8% in più dello scorso anno. Un’iniezione di liquidità che in parte sarà assorbita da spese fisse, conti in sospeso e risparmio, ma che dovrebbe comunque avere un impatto rilevante anche sui consumi di fine anno. Il 78% di chi la riceve, infatti, prevede di usarne una parte per le spese delle festività, dai regali di Natale alle vacanze, per un totale di oltre 18,7 miliardi di euro.

Lo stipendio pia atteso. L’attesa per la mensilità aggiuntiva è sempre altissima: solo il 16% di chi la riceve ritiene che non abbia un impatto significativo sulle sue finanze, mentre per oltre uno su due, il 53%, l’entrata aggiuntiva permette di vivere più serenamente durante l’anno, e per il 31% è indispensabile per coprire spese altrimenti fuori portata. Come si usa. Una quota importante delle tredicesime, in effetti, sarà destinata ai regali di Natale. Ai consumatori è stato chiesto di indicare fino a tre utilizzi principali delle risorse in arrivo, e il 44% ha segnalato tra questi proprio l’acquisto dei doni da mettere sotto l’albero, mentre un ulteriore 16% progetta di impiegarla anche per le altre spese legate alle festività. Il 18%, invece, la utilizzerà per un viaggio o vacanza durante le feste, da soli o con la famiglia. Per queste tre voci, Confesercenti stima che saranno destinati circa 18,7 miliardi di euro di spesa. Il 20% indica tra le spese “sbloccate” dalla tredicesima anche lavori, mobili e accessori per la casa; il 16% l’acquisto di altri beni e/o servizi. Circa il 23% terrà da parte risorse anche per i prossimi saldi invernali, in avvio in tutta Italia il prossimo 4 gennaio.

Conti in sospeso e risparmio. Finanziamenti e conti in sospeso continuano però a limitare l’effetto sui consumi delle tredicesime. Il 14% destinerà parte delle risorse al pagamento del mutuo o di altri tipi di finanziamento, il 21% per altri conti in sospeso, dalle bollette ai pagamenti scaduti; l’11% a spese legate alla salute. Si sente anche l’effetto dell’incertezza. Il 20% utilizzerà parte dello stipendio in più per mettere qualcosa sotto il materasso, mentre il 4% per investimenti.

Daniele Camilli


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19 dicembre, 2024

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