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Arlena di Castro - Proprietari infuriati nominano un avvocato - Sul tracciato del cavidotto, a rischio distruzione un'antica edicola religiosa votata al culto della Croce Cristiana

Parco eolico, ricorso straordinario al presidente Sergio Mattarella contro gli espropri

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Arlena di Castro

Arlena di Castro


Arlena di Castro – (sil.co.) – Ricorso straordinario al presidente della repubblica Sergio Mattarella contro gli espropri “in servitù di passaggio e di cavidotto” per il parco eolico di Arlena di Castro per i quali è prevista lunedì 9 dicembre l’immissione in possesso di cui si chiede al capo dello stato l’annullamento previa sospensione. 

Una corsa contro il tempo per bloccare gli espropri messa in atto da alcuni proprietari di Arlena di Castro, Tuscania e Cellere – rappresentati dall’avvocato Emilio Lopoi del foro di Viterbo – contro provincia, regione,  ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, ministero delle imprese e del made in Italy, ministero delle infrastrutture e trasporti e la società Alerion Arlena Srl di Bolzano. 

“Nel tracciato del cavidotto è presente, da secoli, un’edicola religiosa votata al culto della Croce Cristiana, da sempre considerata dalla cittadinanza tuscanese con particolare devozione, e citata in molte mappe curiali. Edicola che verrebbe inesorabilmente distrutta dal passaggio del cavidotto”, spiega tra le altre cose il legale. .


Emilio Lopoi

L’avvocato Emilio Lopoi


“Il tracciato del cavidotto interseca peraltro, a poche centinaia di metri a nord ovest, i cavidotti di un parco fotovoltaico che conducono direttamente alla sottostazione Terna, punto di approdo anche del cavidotto della società Alerion Arlena Srl. In aggiunta a tale percorso alternativo, ve ne è addirittura un altro ancora più agevole. Sempre a nord ovest, a circa 800 metri è presente l’inizio di un cavidotto che conduce anch’esso direttamente alla sottostazione Terna, come detto punto finale delle linee della Alerion Arlena Srl. Quindi, con un minimo di programmazione, si sarebbe potuto concertare, ipotesi peraltro ancora del tutto realizzabile, l’utilizzo dei cavidotti esistenti per giungere alla sottostazione Terna con risparmio di risorse, territorio, inquinamento”, sottolinea l’avvocato Emilio Lopoi. 

“Non è pensabile – si legge nel ricorso al capo dello stato – che, ad ogni società che intenda installare in zona fosse anche un singola pala eolica, le venga consentita la possibilità di tracciare i cavidotti sul tutto il territorio fino alla stazione di dispacciamento. In questo caso, il territorio diventerebbe null’altro che un enorme zona di scavo attraversato da migliaia di percorsi sotterranei che ne impedirebbero qualsivoglia utilizzo”.


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“I miei assistiti – spiega il legale – chiedono al capo dello stato di sospendere l’efficacia dei provvedimenti impugnati, a partire dal decreto dirigenziale della provincia n. 25 del 24.09.2024, avente ad oggetto l’esproprio in proprietà e in asservimento in favore della Alerion Arlena con contestuale determinazione urgente dell’indennità degli immobili di proprietà privata, siti in agro di Arlena, Cellere e Tuscania, interessati dalla costruzione ed esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica denominato ‘La Banditaccia’, avente potenza nominale pari a 29,4 mw, da realizzarsi nel comune di Arlena di Castro e relative opere connesse ed infrastrutture indispensabili nei comuni di Arlena di Castro, Tuscania e Cellere, di cui al provvedimento autorizzatorio unico regionale reso dalla direzione ambiente della Regione Lazio area valutazione di impatto ambientale con determinazione del 21.06.2023, e dell’allegato avviso di esecuzione del citato decreto dirigenziale del 24.09.2024, ad opera di Alerion Arlena Srl, datato 28.10.2024, notificati entrambi alla ricorrente in data 26.11.2024”.

“C’è poi l’avviso al pubblico di avvenuta efficacia del vincolo preordinato all’esproprio e della dichiarazione di pubblica autorità della provincia del 10.07.2024 che non è stato mai notificato, così come la determinazione dirigenziale della provincia n. 1210 del 04.06.2023 nonché la determinazione della Regione Lazio del 21.06.2023”, prosegue Lopoi. 


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7 dicembre, 2024

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