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Lettere al direttore - Scrive il coordinatore del circolo FdI di Viterbo Luigi M. Buzzi - Il commento di Carlo Galeotti

“Quasi tre anni di governo Frontini hanno minato le fondamenta del vivere comune”

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Luigi Maria Buzzi

Luigi Maria Buzzi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti, avevo deciso di attendere la fine delle festività per provare a condividere una riflessione attorno al Natale viterbese messo in campo dall’amministrazione Frontini.

Leggere le considerazioni della signora Pellegrini pubblicate qualche giorno fa sul suo giornale, mi ha spinto ad anticipare i tempi perché segnalano, con molta lungimiranza e altrettanto buon senso, il limite, a mio avviso, più rilevante delle azioni dell’attuale maggioranza di Palazzo dei Priori: la mancanza di una visione chiara delle priorità e dei bisogni di questa città e di conseguenza una carenza di programmazione e capacità organizzativa che è sotto gli occhi di tutti.

Non torno, per carità di patria, sul centro desertificato (se non fosse per l’iniziativa dei privati a cominciare dal Christmas Village), sull’assenza di un cartellone degno di questo nome, sulla carenza di fondi, sul mancato coinvolgimento delle associazioni locali (e ce ne sono di eccellenti).

Non torno sulla pochezza degli allestimenti, sul senso di smarrimento che si percepisce chiaramente facendo due passi in città. Non torno sul traffico impazzito che rende la vita difficile a chiunque decida di spostarsi in città, soprattutto nel quadrante che oggi ospita la maggior parte delle attività commerciali.

Non torno su nessuno di questi argomenti perché più volte li ho sollevati e più volte sono stati sollevati senza trovare alcun cenno di interlocuzione da parte della sindaca e della sua giunta.

Vorrei però provare a riprendere un tema, quello della fiducia, che vedo essere quello che oggi in più sedi Chiara Frontini ha richiamato come una questione essenziale per il futuro della città.
Ebbene, sono d’accordo: ripristinare la fiducia tra chi amministra, i cittadini e le imprese del territorio è una priorità assoluta.

La sindaca Chiara Frontini

La sindaca Chiara Frontini


Ma, e c’è un ma grande come una casa, non può essere la sindaca Frontini la soluzione al male che ha causato. Quasi tre anni di governo hanno minato le fondamenta del vivere comune, hanno messo in discussione (senza che ciò abbia significato un reale cambiamento di stato) rapporti e relazioni istituzionali consolidate e soprattutto hanno fatto perdere alla città quel profilo identitario faticosamente conquistato negli anni.

Non si può essere tutto e il contrario di tutto e soprattutto, avendo il ruolo per esercitare le decisioni, continuare a scegliere per il comune il ruolo ancillare di passacarte nel migliore dei casi e, nel peggiore, di mero osservatore di quanto ci accade intorno.

Per intenderci, e ne dico una per tutti, il Giubileo che si appresta ad essere l’ennesima occasione persa per Viterbo e per la sua economia.

Luigi M. Buzzi
Coordinatore Circolo FdI Viterbo


La realtà è che siamo tornati a una politica medievale, degna delle peggiori democrature. Senza nessun senso della democrazia, delle istituzioni, della realtà della città. Senza rispetto della città e dei cittadini. Un passo indietro rispetto a tutte le passate amministrazioni. Chiara Frontini, di tutta evidenza, ha fallito su tutti fronti. E parlo di politica medievale perché basata sulla logica amico-nemico. Come nel medioevo chi esce sconfitto dalle elezioni è costretto lasciare la città. Come capitò all’amato Dante. Chi vince le elezioni non pensa che debba governare nell’interesse di tutti, ma di essere il padrone della città.

Parlo di nessun rispetto delle istituzioni, perché la sindaca non ha nessuna idea di come funziona la democrazia occidentale. Chi vince le elezioni, in occidente, si accinge a governare nel nome di tutti i cittadini e non solo dei suoi amici.

Un pezzo sempre più grande di viterbesi si è reso conto che l’amministrazione Frontini si dedica solo a fare gli interessi di quella parte minoritaria che la ha eletta. E va detto che molti di coloro che l’hanno votata, se ne sono distaccati. Fregandosene dei problemi della città. E creando problemi inesistenti. Qualche esempio. La vicenda della Viterbese. Mai in passato il Rocchi, lo stadio, era rimasto chiuso. Il centro storico non è stato semplicemente dimenticato, ma massacrato e azzerato. Vogliamo parlare delle fontane? Simbolo della città.  

Vogliamo parlare del traffico a cui non è stato messo neppure mano.

Le amministrazioni serie nel mondo, a questo proposito, si dedicano allo studio per prendere provvedimenti. Qui non accade nulla. Per non parlare di una politica seria degli orari. Questa amministrazione non sa neppure di cosa si sta parlando.

Un passo indietro di decenni, grazie a un gruppo di amministratori privi di qualsiasi cultura politica. Basti pensare che due assessori che dovevano portare idee e innovazione sono stati defenestrati. Mi riferisco a Vittorio Sgarbi e al professore Silvio Franco. Due pezzi da novanta della giunta che si sono dimostrati assolutamente inadeguati. Che hanno fatto solo danni.

Una vera tragedia politica, con  persone che stanno fuggendo da Viterbo. Il caso di Irene Temperini appare paradigmatico in questo senso.

Che dire: la città non ha più nessuna fiducia nella sindaca sindaca Frontini e la sua strampalata giunta e maggioranza.

I casi del Giubileo e del trasporto straordinario della macchina di Santa Rosa sono gli ultimi due, segno di una modo di governare privo di idee, di creatività, di capacità politica.

Un modo di governare che ha rinchiuso ancora di più Viterbo dentro le mura. Segnato da un provincialismo scadente, basti pensare a tutta la manfrina di Viterbo capitale europea della cultura. Anche in questo caso il segno di un provincialismo col cappello in mano che spera nel miracolo. E va detto che in Italia c’è stata una cultura provinciale che ha fatto grande una intera nazione. Mi riferisco al provincialismo di Fellini, Pasolini, Peano… Solo per fare nomi di provinciali che hanno fatto grande l’Italia. Non è questo il caso. Una vera tristezza. 

La giunta Frontini sta affossando la città e desertificato tutto ciò che può essere desertificato. Basti pensare agli interventi del Pnrr che hanno distrutto l’immagine delle mura cittadine e hanno fatto danni a non finire.

Su una cosa la giunta ha mostrato efficienza: l’aumento dei costi della giunta. Mai così elevati, per una giunta inefficace da qualunque parte si guardi l’attività amministrativa. Un peccato, perché mai una giunta ha avuto a disposizione tante risorse economiche.

Ma l’unico interesse politico di questa giunta sembra essere quello delle retribuzioni di sindaca (circa 10mila euro al mese) e degli assessori.

Il problema che ora si pone alle forze politiche è questo: come limitare i danni e ricostruire la città dalle macerie che lascerà la giunta Frontini. Macerie materiali e non solo.

Una situazione sconcertante, viste le promesse elettorali miracolistiche.

Ma forse la cosa più grave è che la giunta Frontini ha spezzato e ridotto in pottiglie il tessuto sociale della città. Sarà difficile recuperare.

Dovremo mettere insieme le migliori energie politiche ed intellettuali, per mettere riparo a tutto questo sfacelo.

Chi, come noi, è abituato a progettare e innovare continua a farlo, ma ce lo siamo potuti permettere solo perché abbiamo le spalle larghe e una visione chiara della città possibile. Questi amministratori non hanno un’idea neppure per sbaglio. Noi continueremo a lavorare per la città, nonostante tutto. Peccato, nessuno poteva pensare a danni così elevati. Nessuno poteva immaginare una politica tanto bambinesca, capricciosa e deleteria. Tanto bambinesca e dilettantesca da fare delle curve a novanta gradi nella inutile e pericolosa pista ciclopedonabile. E non è solo una battuta.

Carlo Galeotti


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29 dicembre, 2024

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