Viterbo – Anche a Viterbo si potrà lavorare fino a 70 anni. Con una delibera del 17 gennaio la giunta comunale ha stabilito “le modalità e i termini per il trattenimento in servizio dei dipendenti comunali interessati, oltre il limite ordinamentale di 67 anni di età e non oltre il compimento del 70° anno di età”.
La delibera dà seguito all’articolo 1 comma 162 della legge 30 dicembre 2024 n. 207, la legge di Bilancio, che dal primo gennaio di quest’anno prevede appunto la possibilità di lavorare fino a 70 anni all’interno delle pubbliche amministrazioni “anche – come riporta la delibera – per lo svolgimento di attività di tutoraggio e di affiancamento ai neoassunti e per esigenze funzionali non diversamente assolvibili”.
Viterbo – La sindaca Chiara Frontini e la sua giunta
Quali sono le modalità e i termini per rimanere in servizio previsti dal comune di Viterbo?
Innanzitutto “la richiesta di trattenimento in servizio – spiega la delibera – deve essere presentata dal dipendente interessato al dirigente preposto alla gestione giuridica del personale e, per conoscenza, al dirigente del settore cui è assegnato, entro e non
oltre il 31 ottobre dell’anno precedente a quello in cui verrà compiuto il 67° anno di età anagrafica, indicando il periodo per il quale si chiede la permanenza in servizio che non può comunque eccedere il compimento del settantesimo anno di età”.
Dopodiché, “il dirigente del settore preposto alla gestione giuridica del personale – prosegue la delibera di giunta – deve acquisire dal dirigente competente una dettagliata relazione che evidenzi le esigenze organizzative sottese al trattenimento in servizio del dipendente per il periodo richiesto nell’istanza o, eventualmente, per un periodo inferiore qualora ricorrano esigenze organizzative temporalmente limitate. In particolare nella relazione devono essere evidenziate le esigenze funzionali non diversamente assolvibili tenuto conto dell’esperienza professionale maturata e delle competenze acquisite dal dipendente in determinati o specifici ambiti e/o gli eventuali pregiudizi al servizio derivanti da un possibile avvicendamento nell’incarico ricoperto senza un’attività di tutoraggio e di affiancamento ai neoassunti”.
Successivamente “il dirigente preposto alla gestione giuridica del personale, verificato il rispetto dei limiti e delle condizioni di applicabilità stabiliti dalla legge, predispone, in caso di relazione del dirigente competente favorevole al trattenimento in servizio del dipendente, la proposta di deliberazione da sottoporre all’approvazione della giunta comunale, corredata dalla relativa relazione”.
Una volta fatto questo passaggio, “la giunta comunale, sulla base delle relazione predisposta dal dirigente competente e tenuto
conto delle prioritarie esigenze organizzative e funzionali dell’ente nel suo complesso, adotta il provvedimento di accoglimento o rigetto dell’istanza di trattenimento in servizio del dipendente”.
In caso di accoglimento della richiesta, “il dirigente del settore preposto alla gestione giuridica del personale – continua la delibera di giunta del 17 gennaio – adotta gli atti necessari per il trattenimento in servizio del dipendente”.
Viterbo – Palazzo dei Priori
La delibera approvata dalla giunta precisa inoltre “che per il personale con qualifica dirigenziale la valutazione sulla richiesta di
trattenimento in servizio è effettuata dal sindaco” e “che in mancanza di una specifica richiesta di trattenimento in servizio o in caso di mancato accoglimento dell’istanza, il settore preposto alla gestione giuridica del personale dovrà provvedere d’ufficio al collocamento a riposo del dipendente al compimento del 67° anno di età”.
Infine, “in fase di prima applicazione – conclude la delibera – i dipendenti interessati che compiono il 67° anno di età nell’anno 2025 devono chiedere il trattenimento in servizio entro e non oltre il 24 gennaio 2025″.
Daniele Camilli
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