Roma -“Avviso di garanzia” per Giorgia Meloni e due ministri: accuse di favoreggiamento e peculato sul caso Almasri.
La premier Giorgia Meloni ha annunciato in un video di aver ricevuto un avviso di garanzia, firmato dal procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, in merito al caso del generale libico Osama Almasri. Insieme a lei, risultano indagati il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano. L’indagine, condotta dalla procura di Roma, prende origine da una denuncia presentata il 23 gennaio scorso dall’avvocato Luigi Li Gotti, noto penalista e già uomo politico vicino a Romano Prodi.
Secondo l’esposto, il governo italiano avrebbe favorito Almasri, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini gravissimi, tra cui tortura, assassinio e violenze sessuali, avvenuti nei centri di detenzione libici. In particolare, l’accusa si concentra sul presunto utilizzo improprio di un volo di stato per rimpatriare Almasri, prelevato a Torino dopo la sua cattura e successivamente riportato in Libia.
L’esposto richiama l’articolo 378 del Codice penale, che punisce chi aiuta un individuo a sottrarsi alle indagini o alle ricerche delle autorità competenti, comprese quelle internazionali. Secondo Li Gotti, il governo italiano avrebbe agito in maniera tale da ostacolare le investigazioni della Corte penale internazionale e favorire il generale libico.
L’Italia, quindi, si trova ora nel mirino per le modalità con cui ha gestito il caso, con accuse che potrebbero avere ripercussioni politiche e legali di vasta portata.
Gli atti sono stati trasmessi al tribunale dei ministri, l’organo competente per giudicare i reati ministeriali. La premier, nel suo intervento video, ha sottolineato l’anomalia del procedimento, richiamando il precedente del processo contro Matteo Salvini per il caso delle navi Ong, conclusosi con l’assoluzione dell’ex ministro. Tuttavia, il caso Almasri rappresenta una questione ancora più intricata, con implicazioni che vanno oltre i confini nazionali, coinvolgendo direttamente la Corte penale internazionale.
Nel frattempo, la denuncia presentata da Li Gotti accende il dibattito politico: mentre i partiti di opposizione chiedono chiarezza sull’accaduto, i sostenitori del governo parlano di una “strumentalizzazione giudiziaria” per colpire l’esecutivo. La prossima parola spetterà al tribunale dei ministri, chiamato a fare luce su una vicenda che rischia di scuotere profondamente la politica italiana e i rapporti con la comunità internazionale.
Caso Almasri, Rotelli (FdI): “Piena solidarietà a presidente Meloni e ai membri del governo”
Esprimo pieno sostegno alla premier Giorgia Meloni e ai componenti dell’Esecutivo coinvolti nell’inchiesta sulla vicenda Almasri. La sicurezza nazionale e la gestione della politica estera richiedono scelte difficili, prese sempre nell’interesse esclusivo della Nazione e in coerenza con i nostri valori. Questo Governo ha già dimostrato in più occasioni di non essere ricattabile e di non cedere ad alcuna pressione esterna e continuerà a farlo procedendo a testa alta il lavoro intrapreso su tutte le riforme, compresa quella della Giustizia.
Mauro Rotelli
presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera.
Francesco Rocca: “Solidarietà a premier e ai ministri”
La coerenza, l’assoluto rispetto della legalità e della correttezza, sono valori sui quali il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha fondato la sua militanza politica. A Giorgia, al ministro dell’Interno Piantedosi, al ministro della Giustizia Nordio e al sottosegretario Mantovano, la mia piena e convinta solidarietà per l’avviso di garanzia ricevuto.
Francesco Rocca
Presidente della Regione Lazio
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