Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi, la ricerca geotermica e l’estrazione del litio, le discariche in fase di autorizzazione e le attività sommerse di smaltimento illegale di rifiuti di dubbia provenienza, una agricoltura che si scopre ogni giorno più debole e a rischio di scomparire dietro le scelte di pochi detentori del potere economico mondiale. Tutto questo, a breve renderà la Tuscia un luogo inospitale, dal quale sarà meglio allontanarsi per chi ne avrà la possibilità. Qualcuno dall’alto ha deciso che sarà casa nostra che dovrà accogliere i rifiuti del resto della nazione, i motivi di queste assurdità sono da inquadrare nella scarsa capacità di reagire dei nostri rappresentanti politici e istituzionali, la bassa densità di popolazione e quindi elettorale della Tuscia.
Scorie nucleari
Questo peccato originale ci porterà a pagare un prezzo altissimo come comunità, non sono bastate le distese di pannelli fotovoltaici che hanno preso il posto di campi di grano, lo scempio continuerà. Quello che mi preoccupa personalmente è che la gente non ne sa niente, la gente stenta a memorizzare le informazioni che da tanto tempo vengono diramate dai comitati autonomi che si sono messi a difesa del territorio e della salute degli abitanti della Tuscia, sì perché di questo si tratta, in una zona già penalizzata da fattori naturali che ci predispongono a malattie tumorali, ci andiamo ad aggiungere il rischio di contaminazione radioattiva? E ci mettiamo la geotermia con tutte le conseguenze indesiderate che si porta dietro? E ci mettiamo le discariche di materiale inerte, che una volta autorizzate diventeranno cimiteri di sostanze che non si sa come gestire?
Lo scenario che a grandi linee ho descritto è obiettivamente verosimile, dobbiamo capire che a questo punto tutti noi possiamo fare qualcosa, la mobilitazione popolare forse sarà l’unico mezzo che ci potrà difendere dallo sprezzo istituzionale con cui vengono mandati avanti gli iter. Possiamo ed abbiamo il dovere di opporci ed ostacolare chi ha deciso di giocare con noi come il gatto gioca col topo.
A breve ricominceranno le proteste dei trattori, facciamo in modo di farle diventare le proteste del popolo, perché qui ci sono in ballo gli interessi di tutti: il diritto all’alimentazione con cibi genuini, alla tutela dell’ambiente e del territorio, alla conservazione dei beni culturali, al rispetto di una storia ed una tradizione; in queste occasioni e in occasione delle manifestazioni programmate per il 6 aprile a Montalto di Castro e per l’11 maggio a Corchiano, partecipiamo in massa. Coinvolgiamo i nostri figli e i nostri anziani, facciamo percepire il messaggio che la Tuscia non ci sta a mettere ancora sul banco, la Tuscia vuole conservare ed elaborare un modello di buon vivere con ambienti e cibi sani, frutto del lavoro dei tanti bravi Agricoltori che la popolano.
Concludo invitando tutti a partecipare alle manifestazioni sopra indicate, ad informarsi e a sostenere tutte le iniziative volte alla tutela e alla promozione del nostro splendido territorio, uno dei pochi che può ancora vantarsi di vivere d’agricoltura.
Fernando Monfeli
Presidente Asta
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