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Dieci anni fa la rapina al supermercato sventata dal brigadiere eroe, era in fila alla cassa con la moglie

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Rapina al Lidl - Le pistole e nei riquadri i rapinatori

Rapina al Lidl – Le pistole e nei riquadri i rapinatori

I brigadieri Giuseppe Favilla e Rosario Paolini

Tribunale – I brigadieri Giuseppe Favilla e Rosario Paolini durante il processo

Rapina al Lidl - I carabinieri arrestano i malviventi

Rapina al Lidl – I carabinieri arrestano i malviventi

Rapina al Lidl - I carabinieri arrestano i malviventi

Rapina al Lidl – I carabinieri arrestano i malviventi

Viterbo – Sono trascorsi quasi dieci anni dalla sera di sabato 22 febbraio 2014. Quella sera il carabiniere d’origine napoletana Rosario Paolini, morto  sabato a soli 60 anni, i cui funerali si sono svolti ieri in un clima di grande commozione a Bagnaia, sventò una rapina a mano armata messa a segno da due pluripregiudicati romani al supermercato Lidl del Barco, assieme al collega  brigadiere Giuseppe Favilla. Entrambi erano in borghese, a fare la spesa con la famiglia.


Articoli: Puntano la pistola contro la cassiera e rapinano il Lidl – “Un gesto che ci è venuto da dentro” – Rapinatori del Lidl condannati a cinque e sei anni – E’ nata la piccola Giada – “Un gesto che ci è venuto da dentro” – Rapina al Lidl, al via il processo – Pistole in pugno rapinano il Lidl


Sarebbe potuta finire in tragedia. Il bandito che ha puntato la pistola alla tempia della cassiera non solo usava un’arma vera e con un colpo in canna, ma avrebbe anche agito sotto l’effetto di stupefacenti. Il complice aveva invece una scacciacani. 

Fermati grazie alla prontezza dei militari. Senza colpo ferire e prima che potessero darsi alla fuga. Favilla, che aspettava in auto con la figlia di sei anni la moglie incinta all’ottavo mese della secondogenita Giada, nata il successivo 27 marzo, visti entrare i rapinatori, decise di attenderli all’uscita, per evitare il rischio di sparatorie all’interno del supermercato. Analoga decisione prese Paolini che, in fila alla cassa con la moglie, scelse di entrare in azione solo una volta che i banditi fossero giunti all’esterno. Impossibile per i banditi reagire o sfuggire alla cattura.

Paolini aveva già sventato un colpo in banca. I banditi erano riusciti a farsi consegnare circa 3mila euro, prima di essere catturati da due carabinieri fuori servizio che stavano facendo la spesa con la famiglia. Rosario Paolini, in particolare, si era già reso protagonista di un episodio analogo, sventando una rapina in banca. I due militari fino a quella sera non si conoscevano e solo all’ultimo hanno saputo l’uno dell’altro. 

“Papà, guarda, due uomini cattivi con la pistola”. Avrebbe detto la figlia a Favilla, mentre lui stava già riflettendo sul da farsi. Li aveva visti subito, mentre scendevano da un’auto lasciata col motore acceso, travisandosi il volto col passamontagna, facendo irruzione nel supermercato dall’uscita e dirigendosi, pistole in pugno, verso le casse. “Ho pensato a mia moglie – ha raccontato il militare – poi ho detto a mia figlia di stare tranquilla, che sarebbe stato un gioco, e l’ho chiusa in macchina, correndo a togliere le chiavi dalla vettura dei malviventi e allontanando i clienti”.

“Io davanti, Rosario alle spalle… ci siamo guardati”. Erano circa le 19.15. “Non sapevo che dentro c’era un collega, semmai temevo che ci fosse un terzo uomo”. Eppure hanno agito all’unisono, intervenendo solo all’uscita per evitare il rischio di sparatorie tra la gente. “Io gli sbarravo il passo davanti, lui gli stava alle spalle… ci siamo guardati e abbiamo capito di avere un compagno”, spiegava a suo tempo Favilla. E’ finita bene: “Gettate le armi”, “Non sparate, ci arrendiamo”.


Fotocronaca: Rapina al supermercato – Carabinieri in azione


In fila alla cassa con la moglie. È Rosario Paolini: “Ho calmato una signora che stava per reagire, ho detto a un conoscente di non far capire chi fossi e ho fatto cenno ad alcuni genitori di far arretrare i bambini – ha raccontato – poi mentre uscivano ho intimato loro di fermarsi, incrociando il collega che da fuori stava facendo lo stesso”.

Banditi condannati a sei anni. Alla brillante operazione seguì un processo lampo per i due rapinatori, che il successivo 6 maggio sono stati condannati dal collegio del tribunale di Viterbo presieduto dal giudice Eugenio Turco a 6 anni e a 5 anni, 8 mesi, 20 giorni di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato. sentenza confermata da corte di appello e cassazione.  


Straordinaria azione dei carabinieri: Video – Youtube – Fotocronaca


Premiati a Palazzo dei Priori. La mattina del 26 marzo, in comune, il sindaco Leonardo Michelini, insieme al comandante provinciale Gianluca Dell’Agnello, ha voluto dare ai due il personale grazie di tutta la città e un riconoscimento da parte dell’amministrazione, una targa in ricordo del loro coraggioso gesto. Nella sala del consiglio anche la moglie di Favilla. All’ottavo mese, era con lui al supermercato. La piccola Giada è nata il giorno successivo.

Medaglia di bronzo al valore. Rosario Paolini ha ringraziato tutti di cuore per gli apprezzamenti: “Non sono abituato a parlare in pubblico – dice Paolini – non è la prima volta per me intervenire in un atto criminoso. Sono molto emozionato”. Entrambi hanno ricevuto attestati di stima, encomi e riconoscimenti. Paolini nel 2015 ha ricevuto la medaglia di bronzo al valore dell’arma dei carabinieri.

“Altissimo senso del dovere”. “Libero dal servizio – si legge nelle motivazioni per cui gli è stata assegnata la medaglia di bronzo al valore – con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, due malviventi armati che poco prima avevano perpetrato una rapina in danno di un esercizio commerciale, riuscendo a bloccarli e a trarli in arresto. L’intervento si concludeva con il sequestro di una pistola e del relativo munizionamento, nonché con il recupero dell’intera refurtiva. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere”.

Silvana Cortignani


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