Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come ogni anno anche a Viterbo si celebra la giornata della memoria, ma,stando a quanto riportato dall’articolo di Tusciaweb, sembrerebbe che la sindaca abbia pronunciato le seguenti parole “ogni singolo cittadino, per adesione, per paura o indifferenza,ha contribuito alla Shoah… senza il loro consenso nulla di quanto accaduto sarebbe stato possibile”.
Parole inaccettabili che offendono nel profondo tutti i viterbesi, ma soprattutto chi non c’è più e chi come erede ha accolto il loro testimone.
Vede, sindaca Frontini, lei ha rimosso dal suo discorso la parola “coraggio”. Il coraggio di tutti quei viterbesi, che, mettendo a rischio la propria vita, hanno nascosto bambini, uomini e donne, in pericolo di deportazione, nelle loro case e nelle grotte di valle Faul.
Si informi prima di fare certe affermazioni, ci sono uomini e donne viterbesi, riconosciuti dalla comunità ebraica internazionale come uomini “giusti”, ne consegue pertanto un’inopportuna uscita pubblica, senza togliere nulla al dramma di quanto accaduto e a tutta la doverosa e sentita iniziativa che si ripete ogni anno per ricordare i deportati delle famiglie Anticoli e Di Porto, che hanno trovato la morte nei campi di concentramento di Auschwits e Mauthausen.
Giovanni Arena
ex sindaco di Viterbo
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