Roma – Centri scommesse non autorizzati e giochi irregolari, quasi 3 milioni e mezzo di euro di sanzioni. 48 le persone denunciate dal comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale.
“Il comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori (CoPReGI), presieduto dal direttore dell’agenzia delle dogane e dei monopoli, cons. Roberto Alesse, e composto dalle forze di polizia, ha effettuato un ampio piano di controlli nell’ambito del gioco pubblico, nel periodo compreso tra il 26 novembre e il 6 dicembre 2024 – spiegano con una nota dalla guardia di finanza -.
L’agenzia delle dogane e dei monopoli, la polizia di stato, l’arma dei carabinieri e il corpo della guardia di finanza hanno sottoposto a verifica punti di vendita di scommesse, punti di vendita ricariche ed esercizi commerciali con presenza di AWP. I controlli, complessivamente 548, sono stati pianificati grazie a un preventivo e costante lavoro di monitoraggio su tutto il territorio nazionale.
Il dispiegamento delle forze in campo ha permesso di riscontrare la presenza di 24 punti non autorizzati di raccolta scommesse e di sottoporre a sequestro 111 apparecchi AWP e congegni da gioco irregolari, 12 totem e 25 personal computer per la connessione a siti di gioco irregolari.
Al termine delle verifiche sono scattate 134 sanzioni amministrative per un totale di 3 milioni e 422 mila euro, mentre in ambito penale sono stati deferiti all’autorità giudiziaria 48 soggetti. L’azione sinergica tra ADM e le forze di polizia, realizzata attraverso l’analisi dei flussi di gioco, l’utilizzo di specifiche tecnologie e l’impiego di personale esperto, è stata fondamentale per il raggiungimento di questi risultati – si legge nella nota -.
La mission del CoPReGI è quella di tutelare le fasce più deboli della popolazione, soprattutto i minori, garantendo, altresì, l’offerta legale di gioco al pubblico mediante la prevenzione e repressione degli illeciti del settore”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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