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Orte - Il ricordo del giornalista Nazario Basili: "Ha impersonato la cultura popolare"

È morto l’attore e regista Ernesto Zuppante

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Orte – È scomparso Ernesto Zuppante, ultimo esponente del cineclub ortano Antonio Sabatini che, tra gli anni ’60 e ’80 del secolo scorso, ha prodotto film di grande pregio, apprezzati da registi come Pier Paolo Pasolini ed Ettore Scola. Attore, regista, pittore, poeta, ortana. Ieri, durante i funerali nella cattedrale di Orte, l’amico, il giornalista Nazario Basili, lo ha ricordato così:

“Ci sono delle persone che, più di altre, non se ne vanno mai definitivamente. Anche se la loro esistenza terrena finisce, restano presenti nel nostro quotidiano, nei luoghi e nelle comunità dove hanno vissuto. Ernesto Zuppante è una di queste persone.


Ernesto Zuppante

Ernesto Zuppante


Ha attraversato il suo tempo, innanzitutto animato da una grande generosità. Con le sue arti ha regalato, per decenni, buonumore, bellezza e occasioni di riflessione. Ernesto ha incarnato la cultura popolare come attore, poeta, sceneggiatore, regista, pittore. Il cinema, il suo grande amore. Insieme a Giorgio Giorgi, Enzo Ricci, Antonio Sabatini, don Mario Gostoli e altri, è stato un pilastro di quel cinema ortano che ha sfornato racconti comici, che hanno fatto sorridere, ma anche tante storie profonde.

Quel gruppo di appassionati della pellicola, eredi di Filoteo Alberini e del neorealismo italiano, vantava amicizie come quelle di Pier Paolo Pasolini, di Ettore Scola e di tanti altri che ammiravano le loro imprese cinematografiche artigianali. Hanno ottenuto premi partecipando a concorsi in tutta Italia. Una volta Ernesto mi raccontò che Pasolini sottopose un suo progetto a lui e a Giorgi, per sapere cosa ne pensassero. I quadri di Ernesto sono fotogrammi di quello che lui definiva: “Simbolismo espressivo”. Un’espressione, cioè, attraverso i simboli, per essere diretto e schietto come era lui, ogni giorno.

Una schiettezza che ha colorato sempre i suoi versi, le sue sceneggiature, le sue rappresentazioni e interpretazioni. In ogni caso cercava sempre di valorizzare le tradizioni della sua Orte. Ma innanzitutto c’è l’Ernesto uomo, con il quale ho avuto la fortuna di condividere un’amicizia sincera. Ernesto sorrideva sempre. Ogni occasione era buona per strappare un sorriso con una battuta. Una su tutte quella con la quale forse ha conquistato la moglie, Maria. Erano insieme a tavola, ad un certo punto apparve un capello nel piatto. Lei era da poco rientrata da una vacanza in Grecia. Lui sentenziò: ” Per forza sei stata nel Pelo….Ponneso…”.

Ernesto è destinato a vivere per sempre, anche quaggiù, oltre che nei nostri cuori, nei sorrisi e nella bellezza che ci ha lasciato. La bellezza delle sue arti, che ce lo farà sempre sentire vicino, come parte della nostra storia e della storia di Orte”.


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8 febbraio, 2025

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