Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Sanità - È dal 2017 che nella Tuscia si può dare alla luce un figlio al di fuori delle strutture ospedaliere

Partorisce in casa invece che in ospedale, 800 euro di rimborso a neomamma

Condividi la notizia:


Viterbo - La Asl

Viterbo – La cittadella della salute, sede della Asl

Viterbo – (sil.co.) – Riconosciuto dalla Asl di Viterbo un rimborso di 800 euro per le spese sostenute da una donna in gravidanza che ha deciso di partorire in “casa maternità” e non in ospedale. 

È dal 2017 che aspettare la cicogna a casa, si può. Fa quando la Regione Lazio ha dato il via libera alla possibilità di rimborso forfettario per le future mamme che, anche nella Tuscia, decidono di dare alla luce un figlio al di fuori delle strutture ospedaliere, scegliendo di partorire in casa o presso i centri di nascita.

Le destinatarie sono tutte quelle future mamme con gravidanza fisiologica, che intendano privilegiare il bisogno primario di intimità, individualità e condivisione familiare per l’espletamento del parto. L’assistenza deve essere invece fornita da due ostetriche regolarmente iscritte all’albo.

La “prima” ostetrica, negli ultimi cinque anni, deve avere effettuato almeno 20 parti in ambito extraospedaliero o deve avere maturato esperienza di parto in autonomia presso la sala parto di una struttura ospedaliera. La “seconda” ostetrica deve possedere un’esperienza di affiancamento di assistenza al parto extraospedaliero o di volontariato o stage di addestramento postlaurea triennale acquisita presso sale parto di strutture ospedaliere accreditate.

L’età gestazionale deve essere compresa tra le 37 settimane e un giorno e le 41 settimane e sei giorni. Il feto deve essere singolo, in posizione cefalica. Il peso presunto del bebè deve essere compreso tra il decimo e il novantesimo percentile. Devono inoltre essere assenti patologie fetali note o rischi neonatali prevedibili. 

Indispensabile l’insorgenza spontanea del travaglio e che il liquido amniotico sia limpido. In ogni caso che le acque si siano rotte da meno di 24 ore. In caso di emergenza, mamma e neonato devono essere trasferiti presso la struttura accreditata precedentemente individuata. 


Condividi la notizia:
17 febbraio, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/