Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti, parafrasando una sua rubrica di successo, siamo circa 4 centinaia di “Signor Mario e Signora Maria”, siamo suddivisi nelle “sedotte e abbandonate” lande di San Martino e Tobia, frazioni purtroppo dimenticate, o quasi rispetto ad altre zone della città.
Come i suoi lettori ricorderanno da metà dicembre 2024 (anche e soprattutto) il nostro territorio è stato oggetto di preoccupanti attenzioni, quasi giornaliere, da parte di malviventi che con tentativi, purtroppo talvolta riusciti, di effrazione si sono introdotti in alcune delle nostre case con precisione e nella impotenza della popolazione. In quel periodo io mi feci portavoce di un gruppo di vicinanza, nato per le segnalazioni e per ridare un po’ di fiducia ai cittadini che si sentivano nell’occhio del ciclone. Una comunità di gruppi Whatsapp che, a fasi alterne ha oscillato fra le circa 500 e circa 400 unità ad oggi.
In quei giorni, solo dopo avere avuto l’attenzione della stampa, venni contattato e coinvolto in una serie di incontri. Prima con la sindaca Chiara Frontini e il suo staff, poi con il prefetto e i vertici delle forze dell’ordine i cui sforzi devo sottolinearlo si sono visti e sentiti in quei giorni difficili e stressanti per questa piccola comunità. Pensi che all’imbrunire gli esercizi commerciali e la sera i ristoranti erano vuoti, ci si organizzava anche con il cibo da asporto da portare a casa in una sorta di lockdown fuori tempo massimo. Questo per non lasciare le abitazioni abbandonate e alla mercé dei non pochi (o comunque organizzati) malintenzionati in piena attività.
Durante uno di quegli incontri ci facemmo promotori di iniziative civili e solidali per sostenerci, ma anche per cercare di aiutare le istituzioni; quindi, non in maniera passiva chiedendo e basta ma mettendoci direttamente in gioco. Non ricordo se durante il primo o il secondo incontro con la sindaca e il comandante della polizia locale, portammo una cartina abbastanza grande (circa il doppio della scrivania del primo cittadino per chi la conosce) stampata da un nostro concittadino sanmartinese che ha anche un’attività in centro (“poretto lui”) e gli strumenti adatti (plotter) per dare una meritevole rappresentanza del nostro sforzo e contributo comune. Nella cartina erano rappresentati i punti più bui e dimenticati delle due frazioni e i punti di ingresso e/o uscita per San Martino e Tobia che sarebbero stati, nel migliore dei mondi possibili si intende, i luoghi ideali dove mettere delle luci e delle telecamere di controllo per tutelare la sicurezza dei cittadini.
Ovviamente quei punti sulla mappa erano tanti, “troppi” per le casse del comune e quindi si venne ad un primo impegno verbale da parte del comune su una veloce installazione di almeno 3 telecamere di controllo fra le frazioni di San Martino e Tobia. 3 telecamere il cui costo era già stato approvato e quindi fummo rassicurati sulla celerità dell’intervento. Parallelamente, anche sull’onda emotiva della crescente paura, ci saremmo auto-tassati per arricchire il numero di telecamere, ma per questo avremmo dovuto avere delle specifiche tecniche che abbiamo chiesto e non ci sono mai state comunicate.
Così come le 3 telecamere date già per certe, mi venne detto che entro gennaio 2025, con i lavori di rifacimento della segnaletica stradale si sarebbe intervenuti anche su questa prima (insufficiente ma almeno dignitosa) installazione e invece nulla. Ogni settimana vediamo tagliar nastri e inaugurare qualcosa, sulla sicurezza poi, abbiamo visto che delle telecamere sono state installate a guardia di una zona “rifiuti” per evitare (giustamente) che qualcuno lasci ciò che non deve lasciare, ma queste telecamere erano le stesse messe e già approvate a budget e menzionate a mezzo stampa dalla Sindaca nei giorni “caldi” di San Martino e Tobia o cosa? Sa quanto ci è stato difficile non reperire un documento che dovrebbe essere pubblico, circa la voce di spesa dedicata alla sicurezza e alle telecamere?
Sappiamo bene purtroppo che ci troveremo nuovamente, prima o poi, a dover affrontare qualche altra ondata di furti e di “ospiti non invitati” nelle nostre abitazioni, vorremo avere, come ci era stato promesso, e in tempi brevi, qualche strumento in più da parte del comune per difenderci e aiutare le forze dell’ordine a difenderci. Il nostro gruppo Whatsapp rimane vivo e attivo, utile come è stato nel periodo peggiore a sventare qualche furto, ma le telecamere sono quello che ci era stato promesso e le vogliamo vedere in funzione presto!
È vero che a San Martino e Tobia siamo più in alto di Viterbo ma non scendiamo dalla montagna e non siamo così naif, alle promesse preferiamo i fatti concreti. Eccoci, quindi, di nuovo trasformarci in signori Mario e signora Maria, sperando che ancora una volta la stampa abbia l’effetto di far riemergere dal silenzio il comune di Viterbo. E che questa volta non ci dia una risposta vaga sebbene promettente, ma che dia la sicurezza che ogni popolazione civile meriterebbe.
Pierluigi Orati
e tanti abitanti di San Martino al Cimino e Tobia
Articoli: “25 telecamere e maggiore illuminazione, ecco il nostro piano per rendere San Martino più sicura…” – Sindaca Frontini: “Garantire la sicurezza dei cittadini è nostra priorità assoluta, massimo impegno da parte del comune” – Pierluigi Orati: “San Martino nel mirino dei ladri, la popolazione è esausta: chiediamo un’assemblea pubblica a prefetto, questore e sindaca”
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