Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Ambiente - Il Comitato per la salvaguardia del territorio di Arlena di Castro risponde al consigliere Vigliarolo

“Il vincolo paesaggistico e culturale impedisce la realizzazione della discarica…”

Condividi la notizia:


Arlena di Castro

Arlena di Castro

Arlena di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Il progetto della discarica è stato bocciato. Basta mistificazioni.

In risposta alle recenti dichiarazioni del consigliere comunale Walter Vigliarolo, il Comitato per la salvaguardia del territorio di Arlena di Castro intende chiarire, una volta per tutte, i contenuti della sentenza del Consiglio di Stato e le reali conseguenze per il progetto della cosiddetta “piattaforma di recupero e riciclo plastiche”, che è in realtà una mega discarica di rifiuti pericolosi e non.

Il consigliere Vigliarolo tenta di ridimensionare la portata della sentenza, affermando che il Consiglio di Stato avrebbe chiesto solo di correggere le determine di Aia e Paur. Questa è una falsità.

La sentenza ha stabilito che l’intero procedimento è viziato da gravi carenze istruttorie e motivazionali, confermando l’annullamento di tutti gli atti impugnati.

La Regione, quindi, non può semplicemente correggere Aia e Paur e far partire il progetto, ma deve ricominciare l’iter, tenendo conto di tutti gli aspetti emersi nel giudizio, a partire dal vincolo paesaggistico che impedisce la realizzazione della discarica in quell’area.

Contrariamente a quanto dichiarato da Vigliarolo, il ricorso presentato dai cittadini di Arlena è stato accolto proprio perché fondato su violazioni reali e documentate. La presenza del vincolo paesaggistico e culturale, ignorata dall’amministrazione, rappresenta un ostacolo insormontabile alla realizzazione della discarica.

Non è vero, quindi, che “tutti i motivi di ricorso sono stati respinti”: è stato riconosciuto un problema sostanziale, che blocca definitivamente il progetto, salvo tentativi illegittimi di forzare la normativa.

L’area interessata dal progetto si trova a poche centinaia di metri dalle abitazioni e da aree sensibili, permettere un impianto di smaltimento rifiuti così vicino alle case significa mettere a rischio la qualità della vita dei cittadini, le attività agricole e il territorio stesso.

Parlare di sviluppo economico e di 60 posti di lavoro, come fa il consigliere, è un tentativo di distogliere l’attenzione dagli impatti devastanti che la discarica avrebbe avuto sulla salute e sull’ambiente. Stessa valenza per le tanto decantate royalties; difatti in un passaggio della delibera 28/2020 è scritto: “Che la Società, o suoi aventi causa, si impegna a corrispondere al Comune, ai sensi dell’art. 8 della suddetta convenzione, una somma annua, calcolata avendo tenuto conto sia della limitazione del bene pubblico sia dell’impatto ambientale”.

Quindi più che royalties si possono definire indennizzi.

Il consigliere difende l’operato dell’amministrazione comunale, ma dimentica un dettaglio essenziale: la delibera n. 28 del 2020, con cui il Comune ha dato il via libera alla presentazione del progetto, è stata pubblicata solo nel 2023, dopo quasi tre anni.

Se l’amministrazione aveva davvero agito in trasparenza, perché nascondere per tre anni una delibera così importante?

Non solo: i consiglieri comunali hanno votato senza conoscere i dettagli del progetto, come emerge dalla bozza di convenzione allegata alla delibera.

Un altro elemento gravissimo, che il consigliere evita accuratamente di menzionare, è che l’amministrazione ha accettato l’idea di spostare una scuola pur di permettere la realizzazione della discarica.

Perché? Perché la scuola attuale è troppo vicina al sito della discarica e ne impedisce la costruzione. Piuttosto che bloccare il progetto, l’amministrazione ha preferito prendere in considerazione lo spostamento di una scuola, mettendo in secondo piano il diritto dei bambini a un ambiente sano.

Il Comitato non è contro il lavoro e lo sviluppo economico, ma crede che questi obiettivi vadano perseguiti senza devastare il territorio e senza mettere a rischio la salute pubblica.

Parlare di “modernizzazione” non può essere un alibi per accettare qualsiasi progetto, anche a discapito della qualità della vita dei cittadini.

Il Consiglio di Stato ha fermato la discarica e ha riconosciuto le criticità evidenziate dal Comitato e dai cittadini. Tuttavia, le dichiarazioni del consigliere Vigliarolo fanno pensare a nuovi tentativi di far ripartire il progetto sotto altre forme.

Invitiamo quindi tutti i cittadini a restare vigili, a informarsi e a partecipare attivamente alla difesa del nostro territorio.

Comitato per la salvaguardia del territorio di Arlena di Castro


“Il progetto della piattaforma di recupero e riciclo plastiche è pienamente conforme alla legge”


Condividi la notizia:
24 febbraio, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/