Viterbo – “Arte e storia nella postmodernità del XX secolo”. Questo l’argomento al centro dell’incontro organizzato dalla sezione “Pasquale Picone” di Viterbo della Società filosofica italiana (Sfi). L’iniziativa si terrà oggi, giovedì 27 marzo, alle 16,30 al cocktail bar XO di Viterbo, a via Fernando Molini, angolo via Garbini, al pianterreno del palazzo della Assicurazioni Generali.
Nel corso dell’appuntamento il professore Aurelio Rizzacasa, gli artisti Giuseppe Fochesato e Alfonso Talotta incentreranno i propri interventi sul complesso rapporto esistente tra l’arte – in primo luogo italiana – dell’ultimo quarto del XX secolo e la realtà storica ad essa sottostante, nota come “postmodernità”; seguirà un dibattito con l’invito ai presenti a partecipare attivamente con le loro personali riflessioni.
Preambolo dell’incontro il saggio “La conditione postmoderne”, pubblicato nel 1979 dal filosofo Jean-François Lyotard. Un testo che divenne ben presto un best seller perché in esso l’autore dà una precisa e articolata definizione del postmoderno, guardando a molti aspetti che caratterizzavano la società industrializzata del secondo dopoguerra.
A essere presentata anche la Porta d’Europa di Mimo Paladino, che si trova sul promontorio più meridionale dell’isola di Lampedusa. L’opera, inaugurata il 28 giugno 2008, è stata promossa dall’associazione lampedusana Alternativa Giovani, Amani e Arnoldo Mosca Mondadori.
In seguito, con una raccolta fondi e con il contributo di Unicoop Firenze, è stato restaurata e inaugurata il 3 ottobre 2021, nel Giorno della Memoria, ricordando il naufragio del 3 ottobre 2013 in cui, a largo di Lampedusa, persero la vita 368 persone.
Maurizia Marcoaldi
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