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Viterbo - La proposta di Alvaro Ricci (Pd) per superare i i problemi che hanno portato alla chiusura - Nel frattempo area termale affidata in concessione per due anni: "C'è il tempo per avviare tutta la procedura"

“Bagnaccio, una variante per trasformare l’area in termale e il comune acquisisca la proprietà”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Bagnaccio, serve una variante al piano regolatore per trasformare l’area da agricola a termale e quindi il comune, trattandosi di zona che riveste interesse pubblico, la acquisisca”. Una soluzione, per il capogruppo Pd Alvaro Ricci, che farebbe evaporare le difficoltà in un luogo caro ai viterbesi e non solo.


Alvaro Ricci

Alvaro Ricci


Perché l’attuale zona agricola impedisce gran parte degli interventi. Ma una volta trasformata in termale, resterebbe sempre il fatto che la subconcessione per le acque è pubblica, da assegnare su un terreno privato.

L’idea, che non è di oggi, Alvaro Ricci l’ha illustrata all’assessore Emanuele Aronne (Urbanistica), in consiglio comunale, trovandolo sostanzialmente d’accordo. Nel frattempo, la gestione del Bagnaccio è stata concessa per due anni e si potrà riaprire. Bene così. La proposta di Ricci guarda più avanti nel tempo.

“Non c’è dubbio sul fatto che la zona rivesta interesse pubblico – osserva Ricci – secondo me, la soluzione a medio termine è optare per una variante puntuale al piano regolatore, farne zona termale anziché agricola, in una fascia di rispetto adeguata intorno alle sorgenti e poi il comune acquisisca quella proprietà”. Quindi, un avviso pubblico per darla in gestione”.


Viterbo - Il Bagnaccio chiuso


Un avviso simile a quello che ha consentito d’individuare il soggetto chiamato a occuparsene per il prossimo biennio.

“È normale che su una fonte collocata in una proprietà privata, a usarla possano essere solo i proprietari. Ma questa non è una critica”. Per il futuro, però, sarebbe bene cambiare.

“La pratica che ho proposto – prosegue Ricci – richiede tempo, adesso c’era la necessità di riaprire, con la concessione per due anni.

Nel frattempo Aronne mi pare intenzionato a mettere in piedi il percorso che a me sembra il più corretto”. Anche perché, se non si cambia la destinazione d’uso: “I problemi restano tutti, quella comunque è zona agricola, tutto diventa complicato, anche predisporre un parcheggio. Pure opere a bassissimo impatto ambientale non è possibile realizzarle, si è visto”.

Stessa situazione in cui si trova l’area delle Piscine Carletti. “La variante è stata adottata e mai approvata in via definitiva. È tutto fermo da anni è quella è già pubblica”. Ancora più semplice da portare a compimento.

Giuseppe Ferlicca


Articoli: Floris: “Bagnaccio, non sappiamo chi ha presentato la proposta” – Ricci: “Saranno i proprietari dell’area…” – Bagnaccio, un operatore ha presentato l’offerta


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25 marzo, 2025

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