Viterbo – “110 informative di reato, 6 arresti, 72 sequestri di cellulari e 34 di stupefacenti”, sono soltanto alcuni degli obiettivi raggiunti dal corpo di polizia penitenziaria dell’istituto Nicandro Izzo evidenziato questa mattina dal comandante Daniele Bologna in occasione del 280esimo anniversario di fondazione della polizia penitenziaria. Una cerimonia che si è tenuta nel cortile del carcere viterbese, moderata dalla vicecomandante Nicoletta Riccucci.
Daniele Bologna
Prima ancora dell’intervento di Bologna, la lettura del messaggio di saluto del capo del Dap Lina Di Domenico, un riconoscimento al sacrificio e al senso del dovere che gli appartenenti al corpo garantiscono durante il loro lavoro nella difficile sfida di democrazia e legalita.
Daniele Bologna e Nicoletta Riccucci
“Tra i principali obiettivi conseguiti – dice Bologna – il comando dell’istituto Nocandro Izzo ha prodotto 110 informative di reato che includono 28 aggressioni subite dal personale, un tentativo di evasione e l’evento rivoltoso compiuto dai detenuti di una sezione in data 10 luglio. Sono stati eseguiti 6 arresti, 72 sequestri di telefoni cellulari, 34 sequestri di sostanza stupefacente, 408 le attività di polizia giudiziaria”.
Assieme al comandante, il direttore dell’istituto, Marco Grasselli.
Marco Grasselli
Tra il pubblico, il prefetto Gennaro Capo che, alla fine della cerimonia, assieme a Grasselli, ha consegnato ricompense e attestati di merito al personale di polizia che si è particolarmente distinto, il questore Luigi Silipo, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il delegato alla sicurezza del comune di Viterbo Umberto Di Fusco, il procuratore capo Paolo Auriemma, il vescovo Orazio Francesco Piazza, i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine e militari e del mondo delle associazioni.
Viterbo – Festa della polizia penitenziaria
“Il settore delle multivideoconferenze – prosegue Bologna – ha assicurato il corretto svolgimento delle udienze a distanza con l’effettuazione di 2487 collegamenti con le autorità giudiziarie, di cui in particolare 1198 udienze per i detenuti della media sicurezza e alta sicurezza, 255 udienze per i detenuti appartenenti al circuito ex art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, 531 sono stati i video collegamenti con la magistratura di sorveglianza”.
Viterbo – Festa della polizia penitenziaria
“Il nucleo traduzioni e piantonamenti – continua Bologna – ha portato a termine 1006 servizi di traduzione, di cui 24 con vettore aereo, 328 presso le sedi dei tribunali, 263 trasferimenti di detenuti in altre sedi penitenziarie, 26 permessi di necessità, 31 servizi per esecuzione di provvedimenti di arresto domiciliare, sul fronte della tutela della salute sono stati eseguiti in totale 474 servizi di traduzioni in luoghi esterni di cura, sia per visite ed esami diagnostici programmati, sia per urgenza con accesso al pronto soccorso cittadino.
Marco Grasselli
Per il reparto di massima sicurezza, nell’evidenziare lo scrupoloso ed efficace servizio di vigilanza posto in essere da parte del personale del gruppo operativo mobile, è meritevole di segnalazione l’importante e paziente lavoro dell’ufficio censura in materia di controllo della corrispondenza su delega dell’attività giudiziaria, il quale ha provveduto a esaminare 6707 corrispondenze, di cui 89 segnalate all’autorita giudiziaria per contenuti sospetti di cui 82 trattenute in via definitiva”.
“L’ascolto simultaneo – sottolinea poi Bologna – ha interessato 269 colloqui visivi e 42 colloqui telefonici. Il reparto di medicina protetta presso l’ospedale Santa Rosa, la cui attività è testimonianza del costante e proficuo rapporto di collaborazione esistente, ormai da anni, fra l’amministrazione penitenziaria e la direzione aziendale della Asl di Viterbo, ha visto il ricovero di 187 detenuti, dei quali 139 provenienti dall’istituto viterbese e 48 da altre sedi penitenziarie regionali ed extra regionali, per complessivi 2832 giorni di degenza”.
Viterbo – Festa della polizia penitenziaria
“Siamo impegnati quotidianamente nel difficile compito – chiuse infine il suo intervento Bologna – di garantire la sicurezza e la legalità all’interno del sistema penitenziario, al servizio di tutto il territorio. Fieri e orgogliosi del servizio reso alla società civile”.
Il prefetto Gennaro Capo
“La vita in carcere non è facile – commenta Grasselli -. Ed è fondamentale affinare tutti i nostri strumenti di intervento. Un lavoro difficile e complesso all’insegna della costituzione. Un lavoro che ha come oniettivo quello di garantire la sicurezza dei cittadini e restituire a nuova vita le persone”.
Daniele Camilli
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