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Viterbo - Il presidente del Biodistretto della via Amerina Famiano Crucianelli - Ieri l’incontro in sala Regia che ha tenuto a battesimo il comitato No scorie nucleari con il sostegno del comune

“Il deposito nazionale è la fine della storia della Tuscia, ribellarsi è giusto”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il deposito di scorie nucleari è la fine della storia della Tuscia, ribellarsi è giusto”, il presidente del Biodistretto della via Amerina e delle Forre Famiano Crucianelli ieri pomeriggio nella sala Regia di palazzo dei Priori dove è stato tenuto a battesimo il comitato No scorie della città dei papi promosso da Viterbo insieme, comitato spontaneo di cittadini.

A dare il proprio sostegno anche il comune della sindaca Chiara Frontini.“Aderiamo convintamente alla battaglia contro il deposito delle scorie nucleari – dice Frontini -. Siamo comune capoluogo, e questo ci impone di essere parte attiva e trainante di una battaglia di comunita”.


Viterbo - L'incontro in sala Regia contro il deposito di scorie nucleari

Viterbo – L’incontro in sala Regia contro il deposito di scorie nucleari


“La battaglia – prosegue la sindaca – deve essere condivisa. Una battaglia di tutto il territorio. Altrimenti le istituzioni, con gli strumenti che hanno a disposizione, non possono fare nulla. La lotta contro il deposito è dirimente per tutti i comuni della Tuscia. Non si possono accettare scelte calate dall’alto”.


Viterbo - Famiano Crucianelli

Viterbo – Famiano Crucianelli


Ad intervenire all’incontro in sala Regia, assieme a Frontini e Crucianelli, anche l’ingegnere e presidente del consiglio comunale di Gallese Marco Rossi, l’esperto di sistemi decisionali Tonino Scarelli e il professore ordinario di chirurgia e oncologia Angelo di Giorgio. A moderare l’incontro la segretaria del Biodistretto della via Amerina e delle Forre Sandra Gasbarri.


Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini


“Il deposito – spiega Crucianelli – è incompatibile con questo territorio. Ribellarsi è giusto. Le scorie nucleari non possono finire in una zona che ha vocazione agricola, tenendo invece fuori da ogni possibile scelta quelle regioni dove ci sono redditi e Pil tra i più alti d’Italia e un uso maggiore di energia. Come in Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte. È inaccettabile, l’espressione di un dualismo che accompagna da sempre questo paese. Da un lato una parte d’Italia che produce ricchezza e benessere e dall’altra una che fa da discarica. Lo stesso dualismo che caratterizza il rapporto tra città e campagna. Questo deposito tira in ballo la storia del nostro paese”.


Viterbo - L'incontro in sala Regia contro il deposito di scorie nucleari

Viterbo – L’incontro in sala Regia contro il deposito di scorie nucleari


Sono 21 i siti idonei alla costruzione del deposito individuati sul territorio della Tuscia. Una quindicina i comitati contro il deposito nati in tutta la Tuscia.

“Dobbiamo persuadere i nostri cittadini – sottolinea Crucianelli – che siamo di fronte a un grande problema che ipoteca il nostro paese. Un problema che cambierà per sempre la storia del nostro territorio. Il deposito di scorie nucleari è la fine della storia della Tuscia, della storia del nostro territorio. Ed è per questo che c’è bisogno di una grande partecipazione da parte di tutti”.

Daniele Camilli


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29 marzo, 2025

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