Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì 28 marzo alle 17,30, per l’ultimo appuntamento di questa prima parte della rassegna “La Biblioteca incontra”, Luca Briasco terrà una conferenza dedicata a John Fante.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E) e sarà anche l’occasione per la presentazione del nuovo calendario di appuntamenti in programma da aprile a giugno.
Luca Briasco è americanista e editor. Ha scritto Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea (minimum fax 2020) e Il re di tutti. Un ritratto di Stephen King (Salani 2023). Insieme a Mattia Carratello ha curato La letteratura americana dal 1900 a oggi (Einaudi 2011). È stato editor per Einaudi Stile Libero e precedentemente direttore editoriale di Fanucci, ha ideato la collana AvantPop, pubblicando come primo titolo la raccolta Schegge d’America. Nuove avanguardie letterarie.
Ha tradotto diversi autori statunitensi e britannici, fra cui: Stephen King, Joe R. Lansdale, Howard Marks, Paul Harding, Richard Powers, Jim Thompson, J.G. Ballard, Daniel Mendelsohn.
John Fante nacque a Denver (Colorado) l’8 aprile 1909, figlio di un abruzzese emigrato in America nel 1901, e morì l’8 maggio 1983. Oltre ai romanzi del ciclo di Bandini, in Italia Einaudi ha pubblicato: La confraternita dell’uva, Dago Red, La grande fame, 1993. Un anno terribile, A ovest di Roma, Full of Life, Bravo, Burro! e Lettere.
John Fante, Le storie di Arturo Bandini, Einaudi
Bandini è l’antieroe per eccellenza che cattura il lettore fin dalle prime pagine di Aspetta primavera, Bandini dove, in un inverno desolante, facciamo la conoscenza di questo quattordicenne italo-americano ancora ignaro delle proprie potenzialità e impegnato ad adorare il padre Svevo.
Negli altri tre atti della saga raccolti in questo volume, La strada per Los Angeles, Chiedi alla polvere – da tutti considerato il capolavoro di John Fante – e Sogni di Bunker Hill, l’aspirante scrittore vive i suoi quotidiani fallimenti senza mai riuscire a coronare i propri sogni di gloria.
Immigrato, attaccabrighe, ribelle, megalomane, sprezzante e perennemente in lite con tutti, Arturo Bandini resta ancora oggi uno dei più grandi personaggi della letteratura americana del Novecento, che fece scrivere a Charles Bukowski: “Fante era il mio dio”.
Biblioteca consorziale di Viterbo
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