Viterbo – Manuela Benedetti confermata segretaria provinciale del Pd. Oggi pomeriggio il congresso alle Terme dei Papi.
Manuela Benedetti
Su 1500 votanti in tutta la provincia, Manuela Benedetti ha ottenuto 1192 voti, oltre il 78%.
“Sarà un nuovo inizio – dice subito la segretaria provinciale Benedetti -, frutto di un congresso svolto in un clima di estrema serenità. Essere candidata unica è stato un motivo di orgoglio. Una candidatura che ha voluto includere le differenze. Per lavorare insieme, rafforzando il partito. Un partito che abbiamo riportato sui territorio”.
43 i congressi che si sono tenuti in tutta la provincia. Congressi che hanno portato all’elezione di 23 nuovi segretari, 20 le conferme. Tra i segretari eletti, 29 gli uomini e 14 le donne.
Alessandro Mazzoli
Il congresso ha confermato anche Alessandro Mazzoli alla presidenza dell’assemblea e Italo Carones tesoriere.
Dopodichè la direzione provinciale, così composta: Igino Agnelli, Manuela Benedetti, Daniela Boltrini, Francesco Boscheri, Irene Campitiello, Angelo Cappelli, Italo Carones, Gloria Ceccarini, Sandro Celli, Giulietta Centofanti, Antonella Claudiani, Massimo Costantini, Giulia De Santis, Lina Delle Monache, Federico Di Marco, Giacomo Maria Egidi, Lucio Filipponi, Vincenzo Frallicciardi, Paola Grassi, Adelio Gregori, Margherita Gulli, Maurizio Lacchini, Emanuele Maggi, Elisabetta Manini, Nicola Mazzarella, Alessandro Mazzoli, Rita Moscatelli, Pietro Nocchi, Lina Novelli, Maurizio Palozzi, Sandra Pandolfi, Enrico Panunzi, Sonia Perà, Paolo Paciucchi, Elda Pizzi, Carlo Postiglioni, Monica Putano Bisti, Emanuele Rallo, Alvaro Ricci, Antonio Domenico Rizzello, Eleonora Sacconi, Francesco Serra, Nicoletta Tomei e Alessandra Troncarelli.
Viterbo – Congresso Pd – La rielezione di Manuela Benedetti come segretaria
Infine, la commissione di garanzia composta da Bruno Bassanelli, Federico Cruciani, Domenico Ercolani, Stefania Fidanza, Giuseppe Fraticello, Giorgia Gasbarri e Graziella Lombi.
“Abbiamo un partito – prosegue Benedetti – che nella nostra provincia ha grandi potenzialità di crescita. Siamo ripartiti anche da Bolsena e Monterosi dove non avevamo circoli. Un lavoro di ricostruzione dove non è mancato e non mancherà il contributo di Enrico Panunzi”.
Enrico Panunzi
Al tavolo della presidenza, anche Giuseppe Fraticello, il vicepresidente della regione Enrico Panunzi, il segretario regionale del Pd Daniele Leodori e la segretaria del Pd del comune di Viterbo Alessandra Troncarelli.
“Il Pd di questa provincia – sottolinea Benedetti – sconta ancora un deficit di rappresentanza. Manchiamo di riferimenti territoriali nazionali, un’assenza che percepiamo quotidianamente. Enrico è il nostro punto di riferimento. Un punto di riferimento che ci ha permesso di arginare l’arroganza della destra”.
Daniele Leodori
“Un congresso provinciale ordinato – prende la parola Leodori – è sempre da salutare con assoluta soddisfazione. Un partito che marcia in un’unica direzione, con una volontà di continuare a lavorare in maniera coesa anche per il prossimo futuro. Il Pd della provincia di Viterbo ha volontà di continuità e innovazione, due aspetti che dobbiamo tenere costantemente insieme. Per avere uno sguardo di prospettiva. Dobbiamo dare al territorio la compattezza necessaria per affrontare le sfide future”.
“La novità delle ultime settimane – commenta infine Mazzoli – è la rottura dell’Occidente, il duro attacco degli Stati Uniti all’Europa, le cui conseguenze non sono tutte calcolabili. L’unico modo per rispondere alla crisi è stare dentro l’Unione europea. Serve un’Europa più unita e più forte”.
Alessandra Troncarelli
“Questo congresso è un punto di luce per il partito Democratico – evidenzia Troncarelli -, un partito provinciale unito e coeso. Abbiamo bisogno di un cambio di marcia a livello territoriale, dobbiamo tornare tra la gente. Siamo stati un po’ troppo chiusi dentro le nostre stanze. Dobbiamo invece recuperare la distanza con il centrodestra e le potenzialità le abbiamo tutte”.
“Dobbiamo far sì – conclude Panunzi – che il partito non si identifichi con una persona, perché le persone non durano in eterno. Per fare questo deve crescere una classe dirigente pronta a prendere il testimone dove serve e dove è necessario. Il leaderismo per noi non può funzionare”.
Daniele Camilli
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