Viterbo – (sil.co.) – È stata rimessa in libertà dopo una notte ai domiciliari, inseguito alla convalida dell’arresto, la 46enne viterbese sorpresa lunedì mattina dalla polizia con 12 involucri di eroina nella borsa nei pressi della scuola della Pila, per un totale di circa 4 grammi di sostanza stupefacente.
Una pattuglia della polizia
La presunta spacciatrice, difesa dall’avvocato Remigio Sicilia, è comparsa ieri davanti al giudice Caterina Mastropasqua, che al termine dell’udienza ha rinviato il processo per direttissima al prossimo 5 maggio disponendo per l’imputata il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
La donna è stata fermata da una volante della polizia, che l’ha adocchiata nel parco adiacente l’ingresso dell’istituto comprensivo statale “Pietro Vanni”, che ospita studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, in via Carlo Cattaneo a Viterbo.
L’atteggiamento ha destato sospetto ai poliziotti della questura di Viterbo in quanto alla loro vista la 46enne è andata a nascondersi dietro un albero.
Gli operatori, quindi, dopo aver effettuato una veloce manovra d’inversione, hanno raggiunto e fermato la sospetta. La perquisizione personale effettuata ha consentito di rinvenire diverse dosi di sostanza stupefacente del tipo eroina già confezionate e pronte per la vendita, occultate all’interno della sua borsetta.
Anche la successiva perquisizione domiciliare ha permesso di reperire un bilancino di precisione e altro materiale idoneo al confezionamento della droga. La donna, già nota per diversi precedenti specifici, è stata arrestata per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, reato aggravato dalla circostanza della vicinanza a un istituto scolastico.
Il parco in questione era da tempo sotto osservazione da parte degli equipaggi della polizia, anche a seguito delle segnalazioni pervenute da cittadini residenti, preoccupati per il crescente via vai di persone sospette, anche in orari in cui i bambini frequentano l’area giochi.
– Sorpresa a spacciare nel parco vicino alla scuola Pietro Vanni, 46enne ai domiciliari
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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