Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Sotto ai post che raccontano l’accaduto, moltiplicati i commenti e le testimonianze - C'è anche chi ha rivissuto un trauma personale: “È successa la stessa cosa con me quando avevo due anni" - Fermata ieri mattina una 40enne a piazzale Gramsci

Paura a Viterbo dopo il tentato rapimento: “Sarei morta d’infarto se fosse successo a mia nipote”

Condividi la notizia:


Polizia

Polizia

Viterbo – Il tentato rapimento di un bimbo di appena 2 anni, venerdì sera in piazza del Comune ha scosso l’intera città, facendo crescere la paura tra le famiglie e non solo. Un’ondata di sconcerto che ieri mattina ha trovato un primo punto di svolta: dopo ore di ricerche, una 40enne è stata rintracciata e fermata a piazzale Gramsci dagli agenti della questura.

Secondo quanto riportato dalla polizia, le indagini della squadra Mobile, partite dalla segnalazione del padre del piccolo, hanno portato all’identificazione di una 40enne, già gravata da un foglio di via obbligatorio dalla città di Viterbo. Dopo intense ricerche, la donna è stata rintracciata dalle Volanti e portata in questura, dove ha mostrato segni evidenti di agitazione psicomotoria. In seguito, è stata trasportata in ospedale e ricoverata. Ora dovrà rispondere di tentato sequestro di persona minore, percosse e inosservanza del foglio di via.

Nel frattempo, l’onda emotiva non si è fermata. La paura ha continuato a diffondersi sui social e nelle chat tra genitori e non solo. Molti hanno condiviso pensieri carichi di ansia e rabbia. C’è chi ha rivissuto esperienze dolorose del passato: “È successa la stessa cosa con me quando avevo due anni — scrive una residente di Viterbo — stavano per portarmi via, la zingara ha avuto problemi a sganciare la cintura del passeggino e tra le urla è fuggita. Mi chiedo sempre dove sarei andata a finire, chi sarei diventata e quanto dolore avrebbero provato i miei per il resto della loro vita. La vita può cambiare in un maledetto secondo”.

Altri commentano increduli: “Poi ci chiediamo come mai uno non esce più. Io mi chiedo se è normale una cosa simile. Brividi” scrive Sara.

C’è anche chi si immedesima nei genitori della bambina: “Sto pensando alla mia nipotina, penso che morirei d’infarto… ma che gente circola? Non c’è un filo di sicurezza… non si è più padroni nemmeno di passeggiare con i nostri piccoli”.


Articoli: Tentato rapimento a Viterbo: fermata una 40enne, aveva il divieto di entrare in città – Tentato rapimento di una bimba a piazza del Comune: “Ci siamo trovate lì e ci è preso uno spavento”  Prova a portare via una bambina dal passeggino, il padre interviene e lei gli dà un pugno 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
3 marzo, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/