Viterbo – Vendita online di auto senza autorizzazioni: il comune dispone il divieto di prosecuzione dell’attività.
Il comune di Viterbo ha emesso un’ordinanza dirigenziale con cui dispone la chiusura immediata di un’attività di commercio elettronico di veicoli usati esercitata senza le necessarie autorizzazioni. La decisione, ufficializzata con il provvedimento n. 106 dell’11 marzo 2025, segue un’indagine della polizia stradale che ha accertato irregolarità gravi nella gestione della società.
Secondo quanto riportato dagli accertamenti, l’impresa aveva dichiarato come sede operativa e legale un appartamento in via Francis Leoncini, risultato invece privo di ogni riferimento alla società. L’attività di vendita avveniva invece in aree non autorizzate, tra cui un’area privata in via Marini e un terreno agricolo in località Brigello, adibito a deposito di veicoli senza la necessaria comunicazione al suap competente.
Il suap (sportello unico per le attività produttive) è l’ufficio comunale che gestisce le pratiche amministrative relative all’avvio e alla gestione delle attività economiche sul territorio. Ogni impresa, prima di iniziare l’attività, deve presentare la scia (segnalazione certificata di inizio attività), un’autocertificazione che attesta il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente. In questo caso, l’azienda non aveva, secondo il comune, presentato la comunicazione necessaria al suap, operando quindi in modo irregolare.
Il provvedimento è stato adottato per impedire che l’azienda potesse trarre vantaggi economici dall’attività svolta in violazione delle norme regionali. L’ordinanza prevede anche la decadenza della scia presentata dalla società per l’attività di e-commerce e impone il divieto di prosecuzione della vendita di veicoli usati. La polizia locale e le forze dell’ordine sono incaricate di vigilare sull’esecuzione del provvedimento.
L’azienda e il suo titolare potranno presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio entro 60 giorni o, in alternativa, un ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni. Il caso rappresenta un nuovo segnale di attenzione da parte delle autorità locali nei confronti del commercio irregolare nel settore automobilistico.
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